20 aprile 2009 / 07:33 / tra 8 anni

Bce, rischio deflazione non va esagerato - Bini Smaghi

BERLINO, 20 aprile (Reuters) - Attenzione a gonfiare i timori di deflazione e ad abbassare troppo i tassi di interesse.

Ad affermarlo è il consigliere della Banca centrale europea Lorenzo Bini Smaghi nel corso di un‘intervista pubblicata oggi sul Financial Times Deutschland.

“Non dobbiamo dimenticarlo: gli errori nel prevedere la deflazione, vale a dire l‘attribuirle troppa importanza, sono cause centrali della crisi in corso”, ha affermato.

Secondo il quotidiano, Bini Smaghi avrebbe anche sostenuto che i tassi di interesse sono stati tagliati troppo nel 2003 e nel 2004 a causa di ‘esagerate paure di deflazione’.

“La deflazione è un tasso di inflazione negativo per molti anni, quindi attualmente non la vedo proprio”, ha aggiunto. “Al momento si tratta soltanto di una mera discussione accademica”.

La Bce ha tagliato i tassi di interesse di 300 punti base dallo scorso ottobre, portandoli al minimo storico dell‘1,25%.

Nella riunione di politica monetaria di maggio l‘attesa è di un nuovo taglio di 25 punti base.

Il consigliere, aggiunge il quotidiano, ha condiviso la decisione a sorpresa della Bce di ridurre nell‘ultimo incontro i tassi soltanto di 25 punti base invece che di 50.

“Abbiamo tagliato i tassi di 300 punti base in sei mesi e ora ci prepariamo a un atterraggio morbido, come un aereo che atterra leggermente e non con un brusco e improvviso urto”, ha detto.

La cosa più importante è “mantenere i tassi a un certo livello, senza creare troppa liquidità sul mercato e eccessive aspettative di inflazione”, ha sostenuto Bini Smaghi.

Per quanto riguarda la ripresa, per il consigliere Bce potrebbe partire nel 2010. “Questa volta (la ripresa) sarà molto graduale”, ha detto e le potenzialità di crescita economica saranno ‘considerevolmente più basse’ dopo la crisi di quanto lo fossero prima.

Bini Smaghi ha inoltre scartato la possibilità di interventi Bce a sostegno delle valute dell‘Europa dell‘Est e si è detto scettico sulla proposta cinese di una nuova valuta globale.

“Quello che dicono e quello che fanno (le autorità cinesi) non coincide sempre. Negli ultimi mesi il legame dello yuan con il dollaro americano è diventato sempre più rigido”.

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