15 settembre 2008 / 15:42 / 9 anni fa

Securitisation Italia,p/t Bce spinge volumi ma non durerà- Fitch

ROMA, 15 settembre (Reuters) - La possibilità di utilizzare i titoli emessi con operazioni di cartolarizzazione per rifinanziarsi presso la Banca centrale europea ha già portato i volumi delle securitisation italiane quest‘anno oltre i livelli del 2007 ma si tratta di un fenomeno destinato a rallentare.

A dirlo è Alessandro Settepani, neo-responsabile covered bond per il sud Europa a Fitch Ratings, parlando a Reuters a margine di un convegno su securitisation e covered bond organizzato dall‘Associazione bancaria italiana.

“La tendenza a usare i titoli come collaterale verso la Bce va un po’ perdendo forza, anche perché la banca centrale ha stretto i paletti e i portafogli utilizzabili sono stati utilizzati”, osserva Settepani.

I volumi dunque rallenteranno il passo nel 2009 mentre sempre più piede dovrebbero prendere le obbligazioni bancarie garantite (Obg), emesse per ora in Italia solo dalla Popolare di Milano PMII.MI.

“Tutti i grandi gruppi bancari stanno pensando di utilizzare questo strumento, soprattutto per i mutui”, dice Settepani.

“In prospettiva chi potrà permetterselo, in termini dimensionali e di rispetto dei requisiti di Bankitalia, per fare funding sui portafogli di mutui utilizzerà i covered bond”.

Anche l‘Abi si è detta fiduciosa sulle prospettive per i covered bond italiani, ai cui programmi di emissione stanno lavorando i principali istituti. Le cartolarizzazioni di mutui residenziali però non scompariranno, perchè i requisiti richiesti da Banca d‘Italia riservano l‘emissione di obbligazioni bancarie garantite solo agli istituti a maggiore patrimonializzazione.

Ma anche questa ‘barriera all‘ingresso’ - tra l‘altro ripresa dalla regolamentazione Usa attraverso modifiche introdotte sull‘onda della crisi finanziaria - contribuisce a creare per i covered bond italiani un panorama che Fitch Ratings giudica positivamente.

“Noi siamo abbastanza soddisfatti sia dell‘impianto normativo sia del sottostante”, dice Settepani. “Il loan-to-value (rapporto tra prestito e valore dell‘immobile a garanzia dello stesso) è un filtro importante”.

A questo propositio, rispondendo a quesiti interpretativi sulla disciplina delle Obg sollevati dagli istituti di credito e dall‘Abi, di recente la Banca d‘Italia ha chiarito che i limiti di loan-to-value devono essere rispettati da ogni singolo finanziamento vincolato a garanzia del covered bond, e non semplicemente a livello cumulato.

Tra i partecipanti al convegno è unanime l‘opinione che i chiarimenti su questo e altri punti giunti da via Nazionale non abbiano carattere restrittivo.

I limiti sono dell‘80% per i mutui garantiti da immobili residenziali e del 60% per i commerciali.

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