Scudo, rimpatrio giuridico anche per fondi liquidi - Ag. Entrate

martedì 20 ottobre 2009 13:46
 

ROMA, 20 ottobre (Reuters) - Vale sia per i fondi liquidi sia per i beni immobili il rimpatrio giuridico, una delle opzioni con cui è possibile sanare i capitali illecitamente esportati all'estero con lo scudo fiscale.

Lo ha confermato Marco Di Capua, direttore amministrazione e controllo dell'Agenzia delle entrate.

"Il rimpatrio giuridico è possibile per tutto, anche per i capitali", ha detto Di Capua parlando con i cronisti a margine di un convegno sullo scudo.

"Normalmente però con il rimpatrio si hanno tutti soldi che rientrano. Si nazionalizzano fiscalmente queste disponibilità ma fisicamente è possibile lasciarle fuori", ha aggiunto Di Capua facendo riferimento alla Svizzera. In base alla circolare applicativa sullo scudo fiscale diffusa sabato 10 ottobre dall'Agenzia, il regime del rimpatrio è obbligatorio per tutti i Paesi che non forniscono lo scambio di informazioni, come Svizzera, Repubblica di San Marino e Liechtenstein. Il rimpatrio si considera eseguito anche nel caso in cui la banca che opera da intermediario assume in custodia o gestione le attività finanziarie detenute all'estero, "senza procedere al materiale trasferimento in Italia" (il rimpatrio giuridico, per l'appunto). Nel caso di attività patrimoniali, la circolare indica un'ulteriore modalità di rimpatrio giuridico che consiste nel conferimento delle attività a una società e "nel conseguente rimpatrio delle quote azionarie".

Secondo Di Capua, con il rimpatrio giuridico è come se i contribuenti trasferissero le attività in Italia riportandole subito dopo all'estero.

QUESTIONARIO EX RESIDENTI ESTERO BLOCCA RICORSO A SCUDO

Parlando nel corso del convegno, Di Capua ha confermato che la via dello scudo è preclusa a tutti gli ex residenti all'estero che hanno ricevuto in questi giorni il questionario dell'Agenzia sulle disponibilità di beni o conti bancari non dichiarati al fisco. Una platea che interessa da 30 mila a 50 mila persone.

"Il questionario ha valenza inibitoria", ha detto il direttore dell'Agenzia delle entrate. Ma solo "per le cinque categorie che vengono contemplate", vale a dire disposizioni patrimoniali a favore di trust, forme di previdenza individuale o collettiva, polizze assicurative, donazioni, strumenti finanziari anche di natura non partecipativa.

Di Capua si è poi soffermato sull'articolo 12 del decreto fiscale di luglio, che considera ai soli fini fiscali frutto di evasione le attività detenute all'estero e non dichiarate, salvo prova contraria del contribuente.

"L'articolo 12 contiene una presunzione a effetto retroagente salvo decadenza. Ammette l'applicazione anche per i periodi precedenti", ha detto Di Capua chiarendo quindi che la norma sull'inversione dell'onere della prova si applica anche retroattivamente all'entrata in vigore del decreto.