20 novembre 2008 / 14:44 / tra 9 anni

Fiat,Cds allarga a 1.000 pb,pesa settore e sindrome 'periferici'

MILANO, 20 novembre (Reuters) - Già sotto pressione per il pesante andamento degli automobilistici timorosi per il destino di GM (GM.N) e Ford (F.N), i Cds e i bond di Fiat FIA.MI si portano addosso anche l‘handicap di appartenere a un paese ‘periferico’ rispetto alla Germania, e segnano livelli negativi mai visti. Lo dicono i dealer.

Il Cds di Fiat quota oggi a cavallo di 1.000 punti base, il suo massimo storico, con un allargamento di circa 250 punti base nell‘ultima settimana, dicono i dealer. Solo a fine giugno era attorno a 180 punti base, ma all‘inizio del 2007, prima dell‘inizio della crisi dei mutui subprime aveva visto livelli attorno a 60 pb.

Stessa pressione di vede anche su tutti i bond di Fiat, dicono i dealer, pur avvertendo che “gli scambi sono rarefatti, i prezzi indicativi e gli spread denaro/lettera molto ampi”.

Il bond di Fiat con scadenza 1013 mostra prezzi indicativi di 71/72, mentre il più lungo 2017 vede prezzi attorno a 55.

“Sono livelli mai visti prima e soprattutto il mercato sembra stia esprimendo categorie che non hanno più confronto con quello a cui eravamo abituati” dice il respondabile del mercato corporate di una grossa banca italiana.

I dealer dicono che “Fiat non soffre per essere Fiat, ma soprattutto per il fatto di essere semplicemente un titolo italiano, oltre a subire la pesantezza di tutto il settore”.

In borsa le azioni della casa torinese sono oggi in deciso calo, più del 4% nel primo pomeriggio con minimo intraday e nuovo minimo annuo a quota 4,7 euro.

Destino avverso anche per altre emettenti italiane, ma anche le emittenti di altri paesi periferici come Grecia e Portogallo, ma anche Francia.

Dall‘inizio della nuova ondata di crisi del mercato del credito, iniziata con il fallimento di Lehman all‘inizio di settembre, il mercato obbligazionario ha visto un fortissimo flight-to-quality alla ricerca di rifugio dal calo delle borse, soprattutto verso i bund tedeschi a scapito dei titoli periferici.

Tale fenomeno si è ora allargato anche sul mercato dei corporate bond, con la conseguenza di un forte allargamento degli spread e dei Cds delle emittenti non ‘core’.

“Nel cercare investimenti sicuri, si sceglie soprattutto Germania, in tutti i mercati, a scapito dei periferici, visti con maggior timore” dice un dealer.

Il movimento pare ignorare il fatto che a fine ottobre Fiat ha reso noto dati trimestrali migliori delle attese in termini di trading profit e ha confermato le previsioni del triennio 2007-2010. In quell‘occasione S&P’s ha modificato il suo outlook a negativo da stabile sul rating ‘BBB-’ della casa automobilistica, il livello di ‘investment grade’ a cui era stato portato nell‘aprile scorso.

“I valori che esprime il mercato dei Cds e dei bond in questo momento non corrisponde ai dati effettivi della società, se non che come tutte le altre deve scontrarsi con la ristrettezza del credito” dice un dealer.

Il settore automobilistico in generale invece è decisamente in flessione sulle incertezze circa il piano di salvataggio dell‘auto Usa.

Le azioni GM sono scese ai minimi di 66 anni, quelle di Ford ai minimi di 26 anni sui timori che non ci sia una risposta rapida da parte del Congresso alle richieste di un pacchetto di aiuti di 25 miliardi di dollari.

Gli indici dei credit default swap si sono allargati oggi a nuovi massimi.

L‘indice Markit iTraxx Crossover index ITEXO5Y=GF raccoglie 50 cds di emittenti con rating “junk”, nel primo pomeriggio oggi quota 900 pb, 13 pb in più da ieri.

L‘indice Markit iTraxx Europe index ITEEU5Y=GF, che raccoglie i Cds di emittenti con rating investment-grade, quota oggi 178 pb + 5 pb da ieri.

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