Cina, piano da 20-40 mld euro per mercato più stabile - JpMorgan

martedì 19 agosto 2008 11:35
 

PECHINO, 19 agosto (Reuters) - I dirigenti cinesi stanno considerando di lanciare un piano di rilancio dell'economia di almeno 200-400 miliardi di yuan (tra 20 e 40 miliardi di euro, vale a dire da 1 a 1,5% del Pil cinese) e potrebbero alleggerire la politica monetaria entro la fine dell'anno.

Lo scrive JPMorgan Chase in una nota rivolta ai clienti.

"Il piano prevede il taglio delle tasse e misure per stabilizzare il mercato interno del capitale e per sostenere uno sviluppo 'sano' del settore immobiliare", scrive Frank Gong, economista di JPMorgan. Il piano di rilancio dovrebbe sommarsi ai 500-600 miliardi di yuan che il governo ha promesso di consacrare alla ricostruzione nella provincia del Sichuan, devastato dal terremoto di maggio.

La messa in atto del piano di rilancio è attesa da quando il partito comunista cinese ha deciso di sostenere la crescita piuttosto di cercare di evitare il surriscaldamento economico.

Frank Gong è convinto che Pechino stia per lanciare un piano di riforme sul costo dell'energia e dei carburanti che sarà probabilmente liberalizzato dopo i giochi olimpici.

I flussi di investimento verso la Cina si stanno indebolendo di pari passo al rafforzamento del dollaro, mentre continua a diminuire l'inflazione.

Questo dovrebbe permettere alla banca centrale cinese un margine di manovra per ridurre il livello delle riserve obbligatorie imposto alle banche, attualmente fissato al tasso record del 17,5%.

Relativamente al costante dibattito su come la Cina dovrebbe gestire i circa 1.810 miliardi di riserve in dollar, Gong sostiene che Pechino potrebbe aver già dato il via alla vendita di numerosi asset in dollari.

La Cina, favorevole a un dollaro forte, non sarebbe interessata a diversificare le proprie riserve con altre valute, come per esempio yen o euro.

Le riserve, secondo le autorità, potrebbero essere utilizzate per investire in infrastrutture, incoraggiare i consumi, oppure per la creazione di un fondo da utilizzare per stabilizzare il mercato azionario, in calo del 62% dal picco dello scorso ottobre.