Bond Milano, sale Cds banche,Pd chiederà consiglio straordinario

venerdì 19 settembre 2008 17:30
 

MILANO, 19 settembre (Reuters) - Lunedì prossimo l'opposizione chiederà all'amministrazione comunale la convocazione di un consiglio straordinario durante il quale la inviterà, non solo a costituirsi parte civile contro le banche, ma anche a impugnare i contratti relativi al bond del 2005 alla luce della nuova emergenza costutuita dalla crisi del settore bancario.

"Il problema non sono più solo i tassi di mercato, ma anche il rischio delle controparti, la possibilità cioè di default delle banche con cui sono stati stipulati i dervati del bond" dice Davide Corritore, esponente del Pd in consiglio comunale, fra i primi a lanciare l'allarme sui derivati legati al maxi-bond del 2005

Dalla valutazione tecnico-finanziaria che si è conclusa quest'estate ad opera dei tre saggi nominati dal Comune, è emerso che il valore negativo delle operazioni in essere è di circa 298 milioni di euro ma anche l'accresciuto rischio di insolvenza delle banche.

"C'è stata l'esplosione del rischio di default delle banche in generale, e anche di quelle legate al bond" dice Corritore.

Nell'estate del 2005 il Comune di Milano emise, insieme a Depfa Bank, Deutsche Bank, Jp Morgan e Ubs, un bond da 1,7 miliardi nel 2005, cui seguirono diverse operazioni di finanza derivata guidate dalle stesse banche.

Secondo i dati forniti dalla commissione di esperti, e poi aggiornati al 18 settembre la quotazione del Cds di JpMorgan è passata a 220,40 da 46,96 del 30 giugno 2005, quella del Cds di Deutsche Bank a 179,50 da 24,17 e quella relativa al Credit default swap si Ubs è addirittura salita a 340,21 da 18,50 del giugno 2005.

"L'America ci ha insegnato che non è impossibile il fallimento delle banche. Se l'accusa di truffa ai danni del Comune da parte delle banche dovesse essere verificata, rischiremmo trovarci davanti a una controparte che non esiste più nel caso di fallimento e vedremmo svanire i depositi effettuati finora presso questi istituti" dice ancora Corritore.

Ad oggi, secondo la documentazione, il Comune ha versato un totale di circa 94 milioni di euro in quote annue del capitale di Npa, vale a dire le quote corrisposte ogni anno dal Comune di Milano a cui nel 2035 dovrebbe venire restituito dalle banche l'intero capitale corrisposto negli anni, cioè l'ammontare che nel 2035 dovrà servire per il rimborso allo scadere del bond.

"I tempi si sono fatti più stretti e la situazione è diventate più urgente il fattore tempo può diventare 'mortale' se non viene affrontato" precisa Corritore, aggiungendo che per questo l'opposizione spingerà il consiglio a chiedere alla Procura della Repubblica i provvedimenti cautelari previsti dalla legge per tutelare il patrimonio del Comune come integrazione all'esposto già presentato e esorterà l'amministrazione ad attuare quanto disposto dalla Corte dei Conti. Lo scorso 17 aprile la magistratura contabile ha infatti invitato il consiglio comunale "ad adottare i possibili interventi correttivi ritenuti opportuni ovvero ad invitare i competenti organi comunali a provvedere".

In consiglio comunale verrà chiesta ufficialmente la costituzione di commissione legale che dovrà valutare l'impugnabilità dei derivati e quindi chiedere il loro annullamento, con conseguente risparmio delle perdite per l'intero ammontare di circa 300 milioni, gli esperti dovranno valutare se i contratti potranno essere impugnati secondo il diritto britannico o quello italiano.