BoE, voto 6 a 3 per aumento QE da 50 mld, King voleva 75 mld

mercoledì 19 agosto 2009 11:21
 

LONDRA, 19 agosto (Reuters) - Il governatore di Bank of England e altri due membri del comitato di politica moneatria, questo mese, volevano accrescere il programma di 'quantitative easing' di 75 miliardi di sterline, ma sono stati battuti ai voti dagli altri 6 membri del comitato favorevoli a un +50. Il voto 6 contro 3 è stato rivelato dalle minute della riunione del 5 e 6 agosto scorso [ID:nL6550205], pubblicate oggi, che mostrano come Tim Besley e David Miles si siano uniti al dissenso del governatore King. Questo probabilmente scuoterà i mercati, propensi a credere che la decisione in favore del programma da 50 miliardi di sterline fosse stata unanime. Al limite, gli analisti avevano previsto che i membri dissenzienti fossero favorevoli ad un incremento del programma di minore entità, dato che 50 miliardi di sterline sono un importo notevole per i mercati, divisi sull'ipotesi se la BoE intendesse o meno aumentare il programma di 'quantitative easing'.

Da quando ha ssunto il suo incarico nel luglio 2003, è solo la terza volta che il governatore centrale King viene battuto ai voti, e questo innalza le attese che il comitato di politica monetaria possa decidere di aumentare ulteriormente l'ammontare del 'quantitative easing' nei prossimi mesi e mantenere a lungo bassi i tassi di interesse.

Tutti i membri sono stati d'accordo nel mantenere i tassi allo 0,5% e sulla necessità "sostanziale" di ulteriori acquisti di asset, e su una "moderata crescita" del programma di 'quantitative easing'.

I fattori per un aumento marcato del programma QE includono la conseiderazione secondo cui "le potenziali conseguenze avverse di prevedere un ulteriore ampio stimolo monetario possano essere meno gravose rispetto ai possibili costi di agire in maniera troppo cauta".

Inoltre, se se la politica monetaria fosse troppo espansiva, si potrebbe restingere tramite la vendita di asset combinata al rialzo dei tassi.

Contro questa opzione tuttavia, l'idea che alcuni dei rischi al ribasso più immediati per l'economia sono più lontani, e il rischio di un aumento ingiustificato dei prezzi di alcuni asset che potrebbe risultare costoso correggere.