Scudo fiscale per nulla simile a norma negli Usa - LaVoce

venerdì 17 luglio 2009 16:27
 

MILANO, 17 luglio (Reuters) - Lo scudo fiscale italiano non è la stessa cosa della dichiarazione volontaria sui capitali esportati introdotta negli Stati Uniti.

Lo afferma l'economista Maria Cecilia Guerra in un suo intervento sul sito LaVoce.info all'indirizzo here

La considerazione viene dopo che il ministro dell'Economia italiano Giulio Tremonti ha detto, a proposito del decreto sullo scudo fiscale, che è coerente con le misure per la lotta ai paradisi fiscali adottate dal G20 di Londra e applicate dall'amministrazione americana. Il provvedimento italiano non è, quindi in contraddizione con il ritorno dell'etica nella finanza, esigenza enfatizzata al G8 di L'Aquila, aveva concluso Tremonti presentando lo scudo fiscale nella conferenza stampa dello scorso 16 luglio.

Guerra, invece, sottolinea che la filosofia dei due provvedimenti, quello italiano e quello americano, è completamente diversa.

"Il nostro è anonimo, mentre negli Usa è previsto un pieno disvelamento dell'esportatore di capitali" dice Guerra che precisa: "di là dell'oceano si devono pagare le imposte eventualmente evase, da noi c'è, appunto, la salvaguardia dello scudo. E dunque si tratta di un condono. Dal quale però restano comunque escluse le violazioni Iva, sulla base delle norme europee".

I CONTI OFFSHORE USA PALESI E SENZA RIMPATRIO

"La somiglianza con lo scudo italiano riguarda il modo in cui viene definito l'ammontare degli interessi maturati sui capitali all'estero: si segue un metodo presuntivo. In particolare si ipotizza che questi capitali abbiano fruttato ogni anno un 2% di interessi" spiega Guerra, ma "la filosofia del provvedimento è però radicalmente diversa".

L'iniziativa degli Stati Uniti per la "voluntary disclosure of offshore accounts" prevede la possibilità di una dichiarazione e di conseguenza del pagamento delle imposte relative, senza l'obbligo di rimpatrio.   Continua...