17 settembre 2009 / 13:25 / 8 anni fa

PUNTO 1 - Italia, valutare età pensioni a 67 anni - Bini Smaghi

(aggiunge dettagli da intervista)

ROMA, 17 settembre (Reuters) - L‘uscita dell‘Italia dalla crisi sarà lenta e bisognerà mettere mano alla sollecita riduzione del debito con riforme strutturali (come quella della pensioni), oltre che con la riduzione della spesa corrente e destinando a ciò ogni possibile altro risparmio e tesoretto.

Lo ha detto il consigliere della Bce Lorenzo Bini Smaghi nel corso di una intervista a L‘Espresso.

Per questo l‘Italia deve valutare l‘ipotesi di innalzare l‘età pensionabile a 67 anni, come è negli altri Paesi: “In Italia si dovrebbero aggiornare i parametri [delle pensioni] per allinearli a quelli della vita media che continua a crescere. Si tratta di una revisione importante da fare ogni cinque o sei anni. Si dovrebbe valutare l‘ipotesi di alzare l‘età pensionabile a 67 anni, come in Germania e in altri Paesi dell‘Ue”, dice Bini Smaghi.

Per quel che riguarda il debito, “purtroppo con questa crisi siamo tornati indietro di molti anni, con un debito prossimo al 120% nel 2010. Per ridurlo si dovrà fare di più che in passato. [...] C’è un solo modo per riprendere la via del risanamento, che non è stata presa fino ad ora, la riduzione delle spese, a partire da quelle correnti. Dico di più: quando si otterranno dei tesoretti dovuti a entrate superiori al previsto, vanno dedicate alla riduzione del debito, piuttosto che ad aumentare le spese come è stato fatto in passato”.

DIECI ANNI PER TORNARE AL PIL DEL 2007

Il consigliere della Bce ammonisce ad essere prudenti nelle apsettive sulla ripresa e in particolare vede per l‘Italia, in assenza di cambiamenti strutturali, un cammino lungo dieci anni per tornare ai livelli pre-crisi.

“Bisogna essere molto prudenti. Per ora ci sono segnali concreti che la caduta si è arrestata. Ma la ripresa sarà lenta e con grande variabilità”, ha detto Bini Smaghi.

“Per quanto riguarda l‘Italia, se il passato dovesse riprodursi, si rischierebbe una rimonta lunga dieci anni [per tornare ai livelli del Pil del 2007] perché esiste un problema non solo congiunturale, ma anche strutturale, di bassa crescita, che rimane immutato”.

Anche il tema della disoccupazione generata da questa crisi richiederà per tempi lunghi e riforma per tornare a livelli di equilibrio.

“Questa crisi ha una dimensione ciclica ma anche una strutturale. Molte persone che lavoravano in settori che prima della crisi erano sovradimensionati non ritroveranno lavoro. Parlo di finanza, costruzioni, auto, delle migliaia di piccole e medie imprese che chiuderanno”, ha detto Bini Smaghi.

In particolare per l‘Italia “si è visto che il sistema in vigore prima della crisi non consentiva una crescita della produttività del lavoro in grado di sostenere salari crescenti. Per uscire dalla crisi l‘Italia deve cambiare sistema e mettere al centro la produttività. Si parla oggi di compartecipazione agli utili. Un sistema remunerativo che leghi i salari alla produttività dell‘azienda in parte raggiunge lo stesso risultato, senza richiedere modifiche della gestione aziendale”.

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