Pensioni,stabilità sistema richiede crescita Pil 1,8%-MinLavoro

lunedì 17 agosto 2009 18:13
 

ROMA, 17 agosto (Reuters) - Per mantenere stabile il rapporto tra spesa pensionistica e prodotto interno lordo l'economia italiana dovrebbe avere un tasso di crescita reale pari all'1,8% annuo, ma a causa della recessione in atto si potrebbe verificare un incremento di tale rapporto di circa il 10% tra il 2008 e il 2010.

Sono le conclusioni alle quali è arrivato il Rapporto del Nucleo di Valutazione della Spesa Previdenziale del ministero del Lavoro, nel quale viene analizzato l'andamento della spesa pensionistica dal 1989 al 2007.

"La possibilità di mantenere stabile il rapporto fra spesa pensionistica e Pil, anche nei prossimi anni, richiederebbe un tasso di crescita reale dell'economica pari all'1,8% annuo", spiega il rapporto.

"Diversamente, gli effetti della recessione in atto, se confermati nella dimensione prospettata dalla Ruef 2009, determineranno un incremento del rapporto fra spesa pensionistica e Pil di circa il 10% nel triennio 2008-2010, pari a circa 1,4 punti percentuali di Pil, sostanzialmente indipendente dalle caratteristiche normativo-istituzionali del sistema pensionistico".

In questo triennio la Ruef prevede una flessione del Pil pari al -1,6%, che si traduce in "un differenziale di 3,4 punti percentuali rispetto al tasso necessario (1,8%)". Dal 1996 al 2007 invece il rapporto spesa pensionistica/Pil si era mantenuto stabilmente intorno al 13,5%.

Il processo di risanamento delle finanze pubbliche, conclude il rapporto, diventa "quanto mai necessario" e "passa sicuramente tramite un processo di razionalizzazione del sistema pensionistico in linea con gli interventi di riforma sinora adottati", ovvero la riforma Dini del 1995 che ha introdotto il sistema contributivo e la riforma Maroni del 2004 modificata nel 2007 che lega l'età di pensionamento a un meccanismo di quote date dalla somma degli anni di contribuzione e dell'età anagrafica.

Tali riforme sottolinea però il rapporto, non sono riuscite a tradursi in un miglioramento del rapporto tra la spesa pensionistica e il Pil a causa della modesta crescita economica registrata a partire dal 2001.