Da G20 solo criteri generali su bonus banchieri - Bini Smaghi

giovedì 17 settembre 2009 14:16
 

ROMA, 17 settembre (Reuters) - Il vertice dei G20 a Pittsburgh del 24/25 settembre non darà indicazioni specifiche sul tema del tetto ai bonus dei banchieri, ma solo criteri generali per le definizione dei compensi. E' quanto si aspetta Lorenzo Bini Smaghi, consigliere della Bce, che ha parlato in una intervista al settimanale L'Espresso che verrà pubblicata domani e della quale è stata diffusa un'anticipazione alle agenzie.

"Gli stipendi dei manager vanno legati ai risultati delle banche, su più anni. Bisogna legarli anche ai rischi presi dalle aziende stesse, per cui se la banca perde soldi anche gli stipendi si riducono", ha detto Bini Smaghi.

"Non penso che dal G20 si esca con una proposta specifica sul tetto da applicare agli stipendi dei banchieri. Verranno piuttosto definiti criteri generali", ha aggiunto il banchiere.

Il G2w0 finanziario di Londra del 4 e 5 settembre ha dato mandato al presidente del Financial Stability Board Mario Draghi, che è consigliere della Bce in quanto governatore della Banca d'Italia, di elaborare una proposta a Pittsburgh sul tema.

Secondo Bini Smaghi "ci vuole anche trasparenza sulle modalità di finanziamento della politica e sull'operato delle lobby, soprattutto quelle finanziarie che dispongono di ampie risorse. Ora, con il ritorno delle banche al profitto, soprattutto in America, c'è il rischio concreto che esse mettano in campo un'enorme massa di denaro per bloccare la regolamentazione".

Secondo il consigliere della Bce, sulla ripresa economica occorre "essere molto prudenti" perché "sarà lenta e con grande variabilità. Ci sono fattori di rischio rilevanti", quali: il prezzo del petrolio, l'aumento della disoccupazione, mercati finanziari turbolenti, una lenta erogazione di credito a famiglie e imprese.

Per questo, sostiene Bini Snaghi, riguardo alle exit stretegy dalle politiche di sostegno, "resta la difficoltà di scegliere il momento opportuno, perché non è ancora chiara l'intensità e velocità della ripresa economica. È necessario dare agli operatori e ai cittadini la fiducia che tale strategia sarà messa in atto al momento giusto, per evitare paure di inflazione o perdite di fiducia nei titoli pubblici".

L'inflazione comunque non mostra pericoli immediati.

"I rischi di deflazione sono diminuiti. Non ci sono peraltro rischi di inflazione immediati. Bisogna però essere consapevoli che la politica dei tassi d'interesse così bassi alimenta liquidità e favorisce la ripresa", ha detto Bini Smaghi.