Scudo, Tesoro martedì indica i reati non punibili

giovedì 17 settembre 2009 11:38
 

ROMA, 17 settembre (Reuters) - Il ministero dell'Economia ha dato nella serata di ieri un primo via libera all'estensione dello scudo fiscale ai reati penali ma solo martedì procederà ad un ulteriore approfondimento di questa ipotesi, fortemente contrastata dalle opposizioni.

La novità è contenuta in un emendamento presentato dal senatore Salvo Fleres al decreto legge correttivo del decreto fiscale di luglio, sul quale il relatore Antonio Gentile ha espresso parere favorevole.

Ieri sera il sottosegretario al Tesoro Alberto Giorgetti, non ha espresso parere negativo ed ha rimandato a martedì la classificazione dei reati, che in base ad una prima interpretazione dell'emendamento dovrebbero comprendere quelli tributari come la dichiarazione infedele o fraudolenta.

L'emendamento Fleres modifica l'impianto normativo dello scudo fiscale stabilendo che "il rimpatrio ovvero la regolarizzazione si perfezionano con il pagamento dell'imposta e non possono in ogni caso costituire elemento utilizzabile a sfavore del contribuente, in ogni sede amministrativa o giudiziaria, in via autonoma o addizionale, con esclusione dei procedimenti diversi da quelli penali in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto".

L'emendamento riduce inoltre al 15 dicembre 2009 dal 15 aprile 2010 la finetra per procedere all'emersione dei capitali esportati all'estero e estende lo scudo alle imprese estere controllate o collegate. Infine, niente obbligo di segnalazione da parte degli intermediari in caso di operazioni sospette a fini antiriciclaggio.

Già durante l'esame del decreto fiscale a luglio ci fu uno scontro tra maggioranza e opposizione sulla portata della sanatoria. Allora il governo ha modificato il testo del decreto fiscale per assicurare che gli unici reati coperti fossero l'omessa dichiarazione e la dichiarazione infedele.