17 ottobre 2008 / 15:18 / tra 9 anni

Cds, banche italiane stringono più di estere su garanzie

MILANO, 17 ottobre (Reuters) - I Credit default swap degli emittenti bancari si sono ridotti ulteriormente nel corso di questa settimana, corroborati dai provvedimenti dei governi della zona euro che si sono detti pronti a far da garanti agli istituti di credito in difficoltà.

In particolare i Cds delle banche italiane sono calati più di quelli delle colleghe estere, grazie al fatto che su di esse regna una maggior fiducia, secondo i dealer.

“Nel corso di questa settimana abbiamo visto un deciso restringimento dei Cds ‘financial’ dai picchi visti prima dell‘annuncio dei provvedimenti dei governi” dice un dealer del mercato secondario dei Cds. “Ma la parte del leone l‘hanno fatta i nomi italiani”.

CDS FINANCIAL MEGLIO DI CORPORATE GRAZIE A GARANZIE GOVERNI

A fronte del miglioramento registrato per il settore bancario, i dealer fanno notare che i Cds dei corporate soffrono ancora.

“L‘annuncio dei provvedimenti dei governi, intenzionati a dare la loro garanzia agli istituti finanziari sta progressivamente riportando linfa al mercato del comparto ‘financial’, su cui si sta facendo largo una maggior fiducia” dice un dealer.

Ciò non sta succedendo ancora sul comparto dei corporate -- dicono i dealer -- “su cui invece incombe lo spettro della recessione e quindi il timore di un ulteriore assottigliamento dei bilanci”.

“Ora che le istituzioni finanziarie godono di una maggiore fiducia da parte del mercato, grazie alle garanzie dei governi, sono le corporate che devono risollevarsi, ma al momento il panorama sembra molto grigio” dice un altro.

L‘indice iTraxx che raccoglie i Cds delle sole istituzioni finanziare ha stretto questa settimana fino a 85 punti base dopo un picco la scorsa settimana a 140 pb, per poi stabilizzarsi oggi a 100/105 pb, poco sopra variato rispetto a ieri, un livello non visto dall‘inizio di setembre.

Invece l‘indice Markit iTraxx Crossover ITCRS5EA=GFI, che raccoglie 50 Cds di emittenti corporate con rating “junk”, si è allargato fino a 759 punti base, secondo Markit, nuovo massimo storico, circa 22 punti base più largo rispetto a ieri, in una corsa all‘allagamento partita pur con qualche volatilità dai 400 punti base dello scorso maggio.

In modo meno vistoso, ma sempre in allargamento è anche l‘indice iTraxx Europe ITRAC5EA=GFI che raccoglie invece i Cds delle emittenti con rating ‘investment grade’, secondo Markit, si è allargato di circa 7,5 punti base a 142,5 pb.

BANCHE ITALIA VISTE MENO RISCHIOSE DI ISTITUZIONI ESTERE

La novità di questa settiamna rispetto alla scorsa è stato anche il fatto che sono tornati gli acquisti sui singoli nomi snobbati nelle sedute precedenti quando gli investitori si rivolgevano quasi esclusivamante al meno volatile indice. E gli acquisti sono andati a favore soprattutto dei nomi italiani.

Anzi, “il miglioramento dell‘indice dei financial è dovuto per la maggior parte al forte restingimento dei singoli nomi italiani che lo compongo” dice un altro dealer.

Il Cds di Unicredit (CRDI.MI) sul debito senior a 5 anni si è ristretto questa settimana fino a 75/85 punti base dai massimi della scorsa settimana di 220 punti base. Stasera chiude a 100 pb da 90/95 pb ieri.

Il Cds di Intesa SanPaolo (ISP.MI) senior è sceso questa settimana fino a 40/45 pb dopo un massimo a 120 pb. Stasera chiude a 70/75 pb da 60/66 pb ieri.

Il Cds di Mps (BMPS.MI) senior è sceso fino a 45/50 pb da un massimo a 130 pb. Stasera chiude a 70/75 pb.

Molti operatori si aspettano che ciò possa aprire il mercato a nuove emissioni financial.

“Se questo trend si stabilizzasse, potremmo vedere tornare le emissioni sul primario nei prossimi giorni” dice un dealer.

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