FMI taglierà ancora previsioni crescita globale per 2009 -Lipsy

mercoledì 17 dicembre 2008 15:46
 

NEW YORK, 17 dicembre (Reuters) - Il Fondo Monetario Internazionale è propenso a tagliare ancora una volta le proprie previsioni per la crescita economica mondiale nel 2009 il prossimo mese. Lo ha dichiarato il vicepresidente del FMI Jhon Lipsky, che sollecita anche maggiori sforzi per sostenere il mercato finanziario e del credito.

Lipsky ha affermato che le azioni di politica dovrebbero includere sforzi rinnovati per stabilizzare i sistemi finanziari delle economie avanzate, oltre a misure monetarie di bilancio per supportare la domanda finale.

"Mentre noi riteniamo che gli sforzi per stabilizzare le condizioni finanziarie e rafforzare le misure a sostegno della domanda possano ancora innescare una graduale ripresa nella seconda metà del 2009, sembra probabile da parte nostra una ulteriore riduzione delle previsioni di crescita", ha dichiarato al Consiglio sulle Relazioni Internazionali.

"Una ulteriore - e vigorosa - azione di politica sarà necessaria per evitare una importante flessione a livello globale", ha detto in un discorso a New York.

Il 6 novembre scorso il FMI aveva tagliato - in maniera radicale - le proprie previsioni per la crescita mondiale nel 2009 al 2,2%, in calo di 0,8% punti percentuali rispetto alle stime di ottobre, e aveva dichiarato che i paesi sviluppati attraverseranno un intero anno di recessione per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale.

Lipsky ha aggiunto che, nonostante le misure aggressive messe in atto da alcuni governi, i mercati europei e americani rimangono sotto pressione.

Virtualmente, tutte le misure per contrastare la crisi del debito dei mercati finanziari e ripristinare il loro normale funzionamento "sono state tendenzialmente parziali, invece che generali", ha affermato Lipsky.

"In ogni caso, non sorprende che la stretta del credito qui e all'estero non mostri segni di essere verso la fine", ha aggiunto.

Il vicepresidente del FMI poi auspicato la possibilità di raddoppiare gli sforzi per contenere la crisi del debito dei mercati finanziari senza però danneggiare l'economia.   Continua...