PORTAFOGLI - Parola d'ordine 2009 sarà "tradizione" - Copernico

mercoledì 17 dicembre 2008 17:57
 

MILANO, 17 dicembre (Reuters) - "Tradizione", ovvero prodotti semplici, magari con la promessa di rendimenti inferiori, ma più affidabili: è questa la parola d'ordine per chi vuole investire l'anno prossimo sui mercati finanziari secondo Copernico Sim.

La società di intermediazione effettua anche un servizio di asset allocation nell'ambito della propria attività di consulenza e scoraggia l'investimento in prodotti total return: hanno dato rendimenti deludenti, spiega, e per garantire risultati in tutte le condizioni di mercato comprano derivati con un basso livello di liquidabilità.

"Il 2009 sarà l'anno della tradizione", dice a Reuters in un'intervista il presidente e AD Saverio Scelzo. "Bisogna tornare ai monetari, agli obbligazionari governativi di standing con rendimenti bassissimi in termini prospettici, ai corporate di grandi aziende con bilanci sani che operano su mercati sani".

Ma il ritorno alla "tradizione" riguarda soprattutto la componente azionaria in portafoglio, riservata da Copernico Sim solo ai clienti con un'orizzonte temporale di almeno cinque anni: alla larga da prodotti strutturati, l'esposizione va presa "con quei fondi azionari che promettono di cercare il value e in un'ottica di diversificazione sia temporale - cioè con un investimento in più tempi - e spaziale".

L'allocazione geografica punta a un graduale bilanciamento fra l'esposizione all'Eurozona - attualmente preponderante a causa dell'andamento del dollaro - e quella agli Stati Uniti, area sulla quale c'è un obiettivo di investimento minimo in azioni e bond del 20% di qui a fine 2009.

"Pensiamo che il dollaro non si riprenderà in maniera vigorosa rispetto all'euro, ma il mercato americano potrebbe anche essere il primo a uscire dalla crisi", ha detto Scelzo, sollevando tuttavia dubbi sul grado di trasparenza garantito dal sistema americano dopo il buco da 50 miliardi di dollari creato nel caso Madoff.

Non manca un 5% destinato agli investimenti sui mercati emergenti, i paesi cosiddetti "BRIC" (Brasile, Russia, India e Cina) e quelli dell'Europa dell'est in fase di convergenza.

Agli investitori di medio-lungo periodo è consigliata un'esposizione alle borse intorno a 40-50% del portafoglio.

"Le quotazioni azionarie sembrano scontare oggi scenari estremamente negativi, gli indicatori internazionali sono scoraggianti e in futuro ci potrebbero essere delle forti correzioni", fa notare Scelzo, che non vede un diminuzione della volatilità nell'immediato futuro. "Per un investitore di lungo termine, comunque, credo che queste siano quotazioni incoraggianti", aggiunge.   Continua...