Decreto Ue, salvaguardia made in Italy, attesi regolamenti-testo

mercoledì 16 settembre 2009 11:31
 

ROMA, 16 settembre (Reuters) - Dopo giorni di ritocchi e trattative i tecnici dei vari ministeri coinvolti hanno definito il testo del decreto sulle infrazioni Ue al quale il Consiglio dei ministri del 9 settembre aveva dato un via libera di massima.

Per quel che riguarda il made in Italy è stato dunque corretto e cancellato, come atteso, il decreto di luglio (inserito nella legge 99 del 23/07/09), rinviando ad un successivo (o successivi) decreti ministeriali le norme applicative e lasciando dunque aperti spazi di trattativa con le categorie industriali. La norma, completamente riscritta e più dettagliata rispetto al testo originariamente entrato in Consiglio dei ministri, salvaguarda come made in Italy i prodotti effettivamente ideati e lavorati in Italia.

Il decreto è ora alla firma del Capo dello Stato e dovrebbe essere presto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale.

Ecco il testo dell'articolo sul made in Italy che Reuters ha potuto leggere da fonte ministeriale.

"1. Si intende realizzato interamente in Italia il prodotto o la merce, classificabile come made in Italy ai sensi della normativa vigente, e per il quale il disegno, la progettazione, la lavorazione ed il confezionamento sono compiuti esclusivamente sul territorio italiano.

"2. Con uno o più decreti del ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, il ministro per le Politiche europee ed il ministro per la Semplificazione normativa, possono essere definite le modalità ed i criteri di verifica ed accertamento della sussistenza dei presupposti di cui al comma 1.

"3. Ai fini dell'applicazione del comma 4, per uso dell'indicazione di vendita o del marchio si intende la utilizzazione a fini di comunicazione commerciale ovvero l'apposizione degli stessi sul prodotto o sulla confezione di vendita o sulla merce sin dalla presentazione in dogana per l'immissione in consumo o in libera pratica e fino alla vendita al dettaglio.

"4. Chiunque fa uso di un'indicazione di vendita che presenti il prodotto come interamente realizzato in Italia, quale "100% made in Italy", "100% Italia", "tutto italiano", in qualunque lingua espressa, o altra che sia analogamente idonea ad ingenerare nel consumatore la convinzione della realizzazione interamente in Italia del prodotto, ovvero segni o figure che inducano la medesima fallace convinzione, al di fuori dei presupposti previsti nei commi 1 e 2, è punito, ferme restando le diverse sanzioni applicabili sulla base della normativa vigente, con le pene previste dall'articolo 517 del codice penale, aumentate di un terzo.

"5. All'articolo 4, comma 49, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, dopo le parole 'pratiche commerciali ingannevoli' sono aggiunte le seguenti: 'Fatto salvo quanto previsto dal comma 49- bis'.   Continua...