16 settembre 2008 / 10:46 / 9 anni fa

Monetario,o/n frena dopo fondi Bce,tassi tesi in attesa swap dlr

MILANO, 16 settembre (Reuters) - Anche oggi, per il secondo giorno di fila, l‘intervento di finanziamento straordinario della Bce è servito a smussare i picchi delle quotazioni sul tasso overnight, ma i tassi sulle scadenze successive restano tesi.

I tesorieri dicono che a spingere al rialzo i tassi della zona euro, non è tanto la mancanza di liquidità, quanto il fatto che “non si riescono a trovare sul mercato europeo depositi in dollari”, se non a tassi anche fino al 10%, il che significa che “le banche vanno alla ricerca di fondi in euro in attesa di poterli swappare in dollari nel pomeriggio, quando aprirà il mercato Usa” dice un tesoriere.

Il mercato dei derivati sui tassi della zona euro, a ruota del mercato dei tassi Usa, sta prezzando un taglio dei tassi da parte della Bce a gennaio/febbraio, con qualche possibilità di altri due tagli nel corso del 2009.

L‘intervento della Bce, con un‘operazione fine tuning a un giorno da 70 miliardi su richieste per 102 mld, è attivata in prima mattinata, quando il tasso overnight quotava attorno a 4,45/50%, per scendere verso il 4,25% dopo l‘assegnazione.

Tuttavia il tasso tom/next, che quota su domani, quando usciranno i 70 miliardi entrati oggi, quota in tarda mattinata 4,55/65%.

Ieri la Bce aveva collocato con un‘operazione analoga 30 miliardi su richieste per 90 mld.

Inoltre, con il normale p/t a sette giorni, ha offerto 39 miliardi oltre l‘ammontare benchmark, stimato oggi a 111 mld tenendo conto anche dell‘operazione a un giorno.

“La liquidità nella zona euro c’è. Il problema sono i dollari” dice un altro tesoriere. “Occorrerebbe che le banche centrali facessemo maggiori interventi in valuta Usa”.

I mercati sono in attesa inoltre dell‘annuncio sui tassi da parte del Fomc stasera alle 20,15 italiane, con il mercato dei tassi Usa che prezza il 90% di probabilità di un taglio di 25 punti base dei tassi, portando il tasso dei fed fund all‘1,75:

Stamane il costo dei prestiti interbancari overnight in dollari è salito a oltre il 10%, secondo fonti di mercato. Questo valore rappresenta più di 5 volte il target della Fed oltre ad essere un chiaro segnale che l‘attività di prestito di dollari tra banche è virtualmente ferma.

I grafici Reuters mostrano che il tasso dei depositi overnight in dollari è indicato fino al 9% USDOND=, ma i dealer dicono che le riluttanza delle banche a prestare fondi significa che si stanno facendo accordi solo a tassi a due cifre.

Il saldo di ieri è risultato di 282,036 miliardi con circa 140 miliardi di numeri neri. Il saldo di oggi, che con il regolamento delle due operazione di fine tung lascia 40 milairdi di fondi nuovi, dovrebbe portare i numeri neri a 250 miliardi.

DERIVATI SCONTANO TAGLIO TASSI BCE GIA’ A INIZIO ANNO

Sul fronte dei derivati sui tassi della zona euro anche oggi si è visto un movimento al rialzo, soprattutto sulle scadenze del 2009, sulla scia dei derivati sui tassi Usa, con il quale il mercato prezza anticipatamente a gennaio/febbario (da marzo ieri) il momento in cui la Bce dovrebbe ridurre il costo del denato di 25 pb dall‘attuale livello di 4,25%. “Inoltre il mercato sta iniziano a prezzare anche altri due taglio nel corso del 2009” dice un tesoriere.

A metà seduta il contratto futures a dicembre FEIZ8 è a 94,990 (-0,005), marzo FEIH9 a 95,415 (+0,050) mentre giugno FEIM9 è a 95,670 (+0,060).

SPREAD EURIBOR/EONIA SWAP ALLARGA, SU 6 MESI OLTRE 100 PB

Il tasso euribor a tre mesi EURIBOR3MD= è stato fissato stamane a 4,969% dal 4,964% a cui è stato fissato ieri. Il tasso a una settimana EURIBORSWD= è stato fissato a 4,494% da 4,424% ieri. Il tasso euribor a sei mesi, che scavalca l‘anno, è salito a un nuovo massimo storico di 5,192% da 5,187% ieri.

L‘Eonia swap a tre mesi è stata fissato oggi a 4,232% da 4,257% ieri lo spread con la corrispondente scadenza dell‘euribor risulta di 73,7 pb da 70,7 pb ieri, dopo che nel corso di tutta l‘estate era rimastocostante tra 63 e 64 pb.

Ancora più accentuato lo spread sui due contratti a sei mesi, scadenza che scavalca la fine dell‘anno, è a 101,3 pb, un livello come non si era mai visto, “nemmeno in occasione della crisi dello scorso anno” dice un tesoriere.

Tale spread indica quanto le banche chiedono in termini di rischio alle loro controparti bancarie in occasione dei prestiti di fondi. Prima dell‘inizio della crisi finanziaria un anno fa circa, lo spread era tra i 5 e i 7 punti base.

Ulteriori dettagli sulla liquidità in Europa e in Italia alle pagine Reuters ECB40 e BITS.

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