16 novembre 2009 / 15:57 / tra 8 anni

Risanamento, ok soci a nuovo Cda, a gennaio assemblea su aumento

MILANO, 16 novembre (Reuters) - Definitivo e ufficiale il cambio di guardia ai vertici di Risanamento (RN.MI) con la votazione dell‘assemblea degli azionisti, che oggi ha nominato il nuovo Cda in carica per i prossimi tre anni.

L‘assemblea per il previsto aumento di capitale che sarà sottoscritto dalle banche aderenti all‘accordo di ristrutturazione, ha detto il presidente Vincenzo Mariconda, “si terrà probabilmente a gennaio”.

Confermata l‘unica lista presentata, con l‘eccezione di Luigi Ragno, che ha annunciato nei giorni scorsi la propria indisponibilità all‘incarico. Saranno pertanto dieci i consiglieri: oltre a Mariconda che resta presidente, Claudio Calabi, indicato come prossimo AD (oggi alla guida del Sole24Ore (S24.MI)), Mario Massari, Massimo Mattera, Alessandro Cortesi, Carlo Pavesi, Luca Arnaboldi, Anna Maria Ruffo, Matteo Tamburini (che rappresenta le holding in capo a Luigi Zunino in via di luquidazione), Piero Cornelli.

“Siamo di fronte a un piano di lungo periodo, che potrà avere aggiustamenti nel suo percorso ma è tutto tranne che liquidatorio”, ha dichiarato Mariconda rispondendo a un piccolo azionista. “C’è la prospettiva di asciugare l‘oggetto sociale per concentrarsi sulle attività più imprtanti, in particolare lo sviluppo di Santa Giulia”, ha continuato.

Il presidente ha quindi toccato i passaggi fondamentali delle ultime vicende della società, sottolineando la decisione del fondatore e azionista di riferimento Luigi Zunino di farsi da parte dopo la richiesta di fallimento - respinta dal Tribunale la scorsa settimana - avanzata lo scorso luglio dalla procura di Milano.

“C’è stata una separazione consensuale tra l‘imprenditore e l‘impresa perchè è stata avvertita la necessità di un cambio nell‘azionariato” oltre che di risorse finanziarie, ha detto il presidente.

Alla presidenza, al posto di Zunino, è stato chiamato questa estate proprio Vincenzo Mariconda; la partecipazione dell‘immobiliarista, oggi intorno al 73%, scenderà sotto il 15% dopo l‘aumento di capitale e il prestito convertendo che, in base al piano di salvataggio, saranno sottoscritti dalle banche creditrici.

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