Pensioni, Marcegaglia d'accordo con Brunetta, donne discriminate

martedì 16 dicembre 2008 13:09
 

ROMA, 16 dicembre (Reuters) - Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, trova in Emma Marcegaglia un alleato nella sua battaglia per la parificazione dell'età di pensionamento di vecchiaia fra uomini e donne.

Secondo la presidente degli industriali, infatti, è vero che le donne sono discriminate rispetto agli uomini e l'uscita dal lavoro a 60 anni invece che a 65, come avviene per i colleghi maschi, determina pensioni più basse.

L'obbiettivo della riforma, spiega però la Marcegaglia, non deve essere fare cassa ma reperire risorse per gli ammortizzatori sociali.

"Sono convinta che il fatto che le donne vadano in pensione prima sia una discriminazione perché hanno redditi da pensione molto più bassi di quelli degli uomini. C'è poi la normativa europea che ci spinge ad andare in quella direzione", ha detto la Marcegaglia a margine di un seminario del Csc.

La Corte europea ha condannato l'Italia per la disparità nel pensionamento di vecchiaia fra uomini e donne nella pubblica amministrazione. Brunetta ha detto che lavorerà per equiparare l'uscita delle donne a 65 anni.

"Si può discutere se questa è una priorità o no, ma prima o poi il tema di una riforma complessiva del Welfare state diventerà un tema vero. Quindi sono d'accordo con il ministro", ha aggiunto.

La scorsa settimana la Marcegaglia aveva proposto di ritornare allo scalone Maroni che portava a 60 anni l'età della pensione di anzianità con risparmi annui di 10 miliardi a regime da destinare agli ammortizzatori.