Pop Milano, non serve aggregazione per sostenere rating- Moody's

venerdì 16 gennaio 2009 16:47
 

MILANO, 16 gennaio (Reuters) - Banca Popolare di Milano (PMII.MI: Quotazione) non ha bisogno di un'aggregazione per sostenere il proprio rating dal momento che può contare su un territorio, quello lombardo, dove l'economia prospera ed è sana.

A dirlo è Carlo Gori, vice president e senior economist per le istituzioni finanziarie a Moody's Italia, a margine di una presentazione sull'outlook 2008 e le prospettive 2009 per gli emittenti italiani.

In generale l'analista afferma di vedere spazi aggregazione tra le banche più piccole che, tra il 1998 è il 2007, si sono ridotte solo a circa 800 da poco più di 900 in Italia.

"Per le banche più piccole ci sono ancora notevoli margini per operazioni di concentrazione", afferma.

Il sistema del voto adottato dalle banche popolari, tuttavia, ostacole la aggregazioni che, in generale, si dimostrano positive per i rating nel lungo termine.

La Popolare di Milano, "anche se ferma strategicamente, opera in un'area con un'economia sana come la Lombardia. Non ha necessità di una fusione perché riesce a dare una redditività discreta e può contare su una qualità dell'attivo discreta".

Pop Milano ha rating 'A1' da Moody's.

Sempre restando tra le banche più piccole, Gori ricorda come le banche di credito cooperativo stiano rafforzando la coesione con misure che potrebbero dimostarsi benefiche per il rating.

"Le Bcc stanno aumentando la coesione di sistema con la creazione di un fondo istituzionale di garanzia e questo potrebbe avere benefici sul rating", osserva.