16 luglio 2009 / 10:33 / 8 anni fa

Italia, boom emissioni corporate continuerà in 2009 - Fitch

* Fitch vede possibili emissioni totali 2009 sopra 20 mld

* Numero emittenti su mercato resta però sempre limitato

* Accesso per piccole medie e imprese particolarmente arduo

* Scarsità e costo credito bancario possono agire da stimolo

MILANO, 16 luglio (Reuters) - L'esplosione di corporate bond che ha portato le emissioni italiane del primo semestre a quota 11,8 miliardi di euro, circa tre volte il totale del 2008, proseguirà e l'anno potrebbe chiudersi con volumi superiori ai 20 miliardi del 2004, secondo l'agenzia Fitch Ratings.

La cifra del 2004 è la seconda più alta degli ultimi dieci anni, precisa Fitch in una nota. Rispetto agli anni passati, tuttavia, sarà molto più ridotto il numero degli emittenti, che tra 2000 e 2004 si erano attestati in media sui 20 per anno.

"Il boom delle emissioni riflette non solo l'attuale contrazione del credito bancario a disposizione delle imprese e il suo costo crescente (a causa delle pressioni sulla liquidità interbancaria), ma anche l'allargamento degli spread sul debito delle aziende italiane negli ultimi tre trimestri. Questo allargamento è solo parzialmente bilanciato dalla riduzione dei tassi", commenta Francesca Fraulo del corporate team di Fitch.

A dispetto dell'aumento dei volumi, resta limitato il numero degli emittenti corporate in Italia. Questa è una caratteristica tradizionale del mercato italiano che la crisi non ha fatto che accentuare, spingendo gli investitori a propendere per emittenti con rating più elevati e appartenenti a settori più stabili.

Ne risulta, spiega Fitch, che il numero degli emittenti resta basso e la tendenza non è destinata a mutare. L'agenzia conta sei emittenti per il 2009 e quattro per il 2008.

"Saranno soprattutto gli emittenti con i rating migliori che operano in settori difensivi a presentarsi sul mercato obbligazionario nel resto dell'anno", spiega Fitch.

In particolare, dal panorama del mercato dei corporate bond continueranno a rimanere assenti le piccole e medie imprese, come già negli ultimi tre anni.

Tuttavia, la strozzamento del canale del credito bancario, cui tradizionalmente si appoggiano le piccole imprese, potrebbe spingere emittenti piccoli e solidi ad avventurarsi sul mercato delle obbligazioni societarie.

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