BTPei 30 anni a inizio settimana prossima, almeno 3 mld - fonti

venerdì 16 ottobre 2009 14:36
 

MILANO, 16 ottobre (Reuters) - Sarà offerto per oltre 3 miliardi il nuovo Btp trentennale indicizzato che il Tesoro collocherà la prossima settimana attraverso un sindacato di banche.

A dare l'informazione sono alcune fonti bancarie secondo cui, verosimilmente, il libro ordini dovrebbe essere aperto a inizio della prossima settimana, ma non necessariamente di lunedì.

"Non sappiamo ancora la scadenza, che sarà però con tutta probabilità a settembre 2040 o a settembre 2041, da prezzare sul nuovo trentennale (a tasso fisso) al 2040", dice una fonte.

"Non è esclusa però la possibilità di emettere una scadenza al settembre 2039 da prezzare sull'attuale benchmark al 2039", aggiunge una seconda fonte, mentre meno probabile sembra l'ipotesi di legare il prezzo al vecchio Btp indicizzato al 2035.

Per quanto riguarda i rendimenti, gli investitori prenderanno come livello di riferimento per la valutazione quello del Btp indicizzato al 2035 che attualmente ha un rendimento reale tra 2,53 e 2,54%.

"Il rendimento della nuova emissione sarà sicuramente maggiore, per assicurare una buona raccolta, ma sarà anche equo", sostiene una fonte.

C'è accordo tra le fonti bancarie sull'ammontare che sarà "abbastanza corposo, sopra i 3 miliardi". Le attese sono per una buona risposta. "C'è interesse sul prodotto, vista anche la scarsità del BTPei 2035", afferma una fonte. "Sicuramente andremo sui 3 miliardi, con la possibilità di muoverci verso l'alto se la raccolta avesse una buona risposta".

Il Tesoro ieri ha annunciato l'emissione via sindacato del BTPei indicizzato all'inflazione della zona euro "nel prossimo futuro, in relazione alle condizioni del mercato". Già a inizio luglio la responsabile della gestione del debito pubblico del Ministero dell'Economia Maria Cannata aveva preannunciato a Reuters il collocamento nel corso dell'autunno.

Lead manager dell'operazione sono Banca Imi (ISP.MI: Quotazione), Barclays Bank, Bnp Paribas, Deutsche Bank e Royal Bank of Scotland.   Continua...