Crisi banche, Ungheria ricorre anche a Bce per sostegno mercati

giovedì 16 ottobre 2008 14:17
 

BUDAPEST, 16 ottobre (Reuters) - Le autorità ungheresi hanno sollecitato il sostegno della Banca centrale europea e pianificato oggi nuove misure per la stabilizzazione del sistema bancario, nel tentativo di contenere gli effetti della crisi finanziaria e che il paese non diventi la prossima Islanda.

Gli investitori hanno duramente colpito gli asset dei nuovi paesi Ue, timorosi di una fuga di flussi di fronta all'elevata dipendenza di Budapest dai capitali stranieri e al massiccio indebitamento in valuta estera.

Governo e banca centrale hanno cercato di mandare un messaggio tranquillizzante e far ripartire un mercato congelato e dipendente dagli swap in valuta estera, strumenti considerati cruciali per lo stato di salute delle finanze ungheresi.

Dopo la richiesta di eventuale sostegno inoltrata nei giorni scorsi al Fondo monetario internazionale, l'istituto centrale ungherese Mnb ha siglato oggi con la Bce un'intesa da 5 miliardi di euro, che permetterà a Budapest di ottenere se necessario finanziamenti in valuta unica per favorire il funzionamento del mercato e non arrivare a una fuga di euro.

L'accordo ha determinato un recupero di 2,44% del fiorino, salito a 266 contro euro dopo il tuffo di 7% della seduta di ieri.

La situazione rimane comunque delicata.

Standard & Poor's ha annunciato ieri di aver posto sotto osservazione in vista di un possibile declassamento i rating sovrani di Ungheria e Ucraina, alla luce delle deteriorate condizioni finanziarie in entrambi i paesi.

"[L'accordo con la Bce] potrebbe migliorare lievemente la situazione ma non è detto sarà sufficiente a salvarci vista l'entità dei problemi cui facciamo fronte" osserva Gergely Suppan di Takarekbank.

Banca centrale e governo promettono intanto nuove misure, tra cui una nuova manovra per il 2009, la cui bozza sarà pronta entro sabato, contenente le nuove stime ufficiali che parlano di una crescita del prodotto interno lordo di 2,9% in luogo del precedente 3,2%.   Continua...