December 15, 2008 / 12:50 PM / 9 years ago

Fed porterà tassi vicino a zero, pensa a misure non tradizionali

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WASHINGTON, 15 dicembre (Reuters) - Federal Reserve dovrebbe tagliare domani i tassi di interesse Usa, avvicinandoli allo zero, ma quello che realmente avrà importanza saranno le osservazioni dell'istituto centrale su eventuali misure 'non convenzionali' da utilizzare contro la recessione.

Gli economisti prevedono una dichiarazione chiara da parte della banca centrale su un dispiego aggressivo di "manovre quantitative di allentamento", per mettere al riparo l'economia da una forte contrazione, ma si dovrà probabilmente attendere per conoscere i dettagli di tali misure.

La dichiarazione, secondo gli economisti, accompagnerà la decisione di un taglio del target per i tassi overnight di almeno mezzo punto percentuale che porterebbe i tassi sui fondi federali allo 0,5%, ai minimi della serie ufficiale iniziata nel luglio del 1954.

Il taglio dovrebbe essere annunciato domani al termine di un incontro di due giorni, prolungato rispetto all'originale durata di un giorno proprio per permettere lo studio di passi inusuali finalizzati a ridare fiato all'economia in crisi.

"Da adesso in poi la politica monetaria, nel tentativo di stimolare l'economia, dovrà basarsi su strumenti non tradizionali, che non rientrano esclusivamente nei cambiamenti dei tassi di interesse", ha commentato l'ex governatore della Fed Lyle Gramley.

"Si dovrà certamente ammettere che in futuro andranno utilizzati in maniera aggressiva metodi non tradizionali per aiutare l'economia".

Dal fallimento a settembre della banca d'investimenti Lehman Brothers, il crollo dell'immobiliare Usa ha scatenato il panico nel mercato del credito, colpendo l'intera economia.

Molti economisti prevedono la riduzione dell'attività economica americana di almeno un annualizzato 6% nel quarto trimestre, mentre balza il livello di disoccupazione.

E' stato lo stesso presidente della Fed Ben Bernanke a prevedere, in un discorso a inizio mese, l'utilizzo di misure quantitative di allentamento, le stesse che la banca del Giappone he messo in atto per porre fine a dieci anni di stagnazione deflazionistica negli anni '90, iniettando liquidità nel sistema bancario.

Bernanke ha sottolineato che Federal Reserve utilizzerà tutti i mezzi a sua disposizione per proteggere l'economia.

Sullo sfondo di rendimenti dei titoli di Stato già molto bassi ed elevati costi nel finanziamento al settore privato legati al timore delle banche nel concedere prestiti, gli analisti sono del parere che la banca centrale potrebbe intervenire sui mutui privati per far scendere i costi dei prestiti garantiti da immobili.

Acquistando titoli garantiti da mutui la banca centrale potrebbe favorire il ridursi del differenziale di rendimento tra i tassi sulle obbligazioni e quelli sui titoli di Stato, consentendo alle banche di concedere finanziamenti a tassi meno elevati.

Tassi inferiori sui mutui dovrebbero rilanciare la domanda di immobili frenandone la discesa dei prezzi e limitando così le massicce perdite nei bilanci bancari che hanno innescato la crisi globale del credito.

"Il mio consiglio alla Fed si riassume in un'unica parola; 'spread'. Fortunatamente non cerdo Bernanke abbia bisogno di un consiglio simile perché lo capisce" osserva Alan Blinder, ex vice Fed e docente di economia a Princeton.

La banca centrale Usa ha già avviato un orientamento monetario espansivo di un genere simile a quello quantitativo, iniettando oltre 1.000 miliardi di dollari di nuovi fondi sul mercato interbancario in modo da prevenirne il congelamento.

Simili misure di liquidità vengono tradizionalmente "sterilizzate" al fine di non accrescere l'offerta di moneta con ricadute sull'inflazione.

Federal Reserve ha però abbandonato simili misure nel tentativo di ridurre i costi dei finanziamenti al settore privato, rimasti finora elevati nonostante ripetuti e aggressivi tagli dei tassi ufficiali. I timori di inflazione sono inoltre stati sostituiti da quelli di un'eccessiva caduta dei prezzi che porti addirittura a deflazione, come è successo all'economia nipponica negli anni '90.

"L'obiettivo chiave è quello di acquistare asset che possano muovere gli spread: la politica monetaria ha lo scopo di ridurre i costi di finanziamento per consumatori e imprese" osserva Dean Maki, uno dei due economisti capo per gli Usa di Barclays Capital.

"Non riteniamo che il miglior utilizzo del bilancio Fed sia un'ulteriore riduzione del tasso privo di rischio" aggiunge.

Per tasso 'risk-free' si intende quello sui titoli di Stato dal momento che Washington, che può far stampare dollari attraverso Federal Reserve, non potrebbe per questo risultare insolvente sul debito in valuta Usa.

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