15 ottobre 2008 / 16:05 / 9 anni fa

Bond garantiti, senza regolamenti Tesoro banche alla finestra

MILANO, 15 ottobre (Reuters) - Ci vorrà ancora una circa settimana per vedere il regolamento che attua il decreto del Tesoro relativo alle emissioni bancarie sino a cinque anni che, sino a fine 2009, potranno essere garantite dallo Stato. E prima di allora è prematuro un giudizio definitivo sull'efficacia dell'iniziativa.

Lo dicono alcuni responsabili del settore primario obbligazionario in banche italiane.

Intanto il mercato dei capitali non è così entusiasta del provvedimento e, a parte qualche eccezione, nutre dubbi sul fatto che tale strumento possa essere veramente utilizzato dalle banche italiane e quindi servire a far ripartire la parte breve del mercato primario.

Alla base dei dubbi ci sono due fattori decisivi: i costi per la richiesta di garanzie e l'immagine degli istituti che la chiedono.

"Il punto sta nel dettaglio" dice il responsabile del primario di una grande banca italiana che si aspetta i regolamenti nel giro di una settimana. "A cominciare dai costi. Dipende da quando il Tesoro vorrà farsi pagare per la garanzia. Bisogna vedere se è conveniente per una emittente".

"Occorre vedere che cosa diranno i regolamenti. Che parametri valuteranno. Spero che ci sarà una differenziazione tra rating di banche, tra scadenze, tra tipologie" dice una delle fonti.

In base al secondo dei due decreti emessi la scorsa settimana dal Tesoro italinao con le misure straodinarie a sostegno degli istituti di credito, il Mef concederà la garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane, purchè risultanti da operazioni di finanziamento poste in essere successivamente alla data di entrata in vigore del decreto stesso e di durata non superiore a 5 anni.

La decisione del governo potrebbe in teoria quindi aprire la strada a tutte quelle istituzioni bancarie che hanno necessità di approvigionarsi sul mercato dei capitali.

Ma per verificare se ciò accadrà veramente, saranno decisivi i regolamenti attuativi del decreto che devono essere emessi dallo Tesoro, sentita la Banca d'Italia, con i quali verranno indicate le modalità della richiesta di garanzia da parte delle banche, i costi e i criteri adottiti.

ONERE PER BANCHE SARA' ALLINEATO A COSTI MERCATO

Ciò che fa più paura alle banche sono i costi.

Al momento il decreto si limita a dire che l'onere per ottenere la garanzia sarà in linea con il mercato, senza entrare nel dettaglio.

Può essere utile però l'esempio inglese. Con il recente analogo provvedimento, le banche inglesi che chiedono garanzia allo stato pagano una commissione pari alla media del Cds degli ultimi 5 anni, maggiorato di 50 punti base, ricordano i dealer.

"Un costo che può risultare pesante per certe emittenti" dice il responsabile del primario di un'altra banca. "Oppure, se è in linea con il mercato, allora perchè non andare sul mercato".

Non mancano pareri più positivi. "Il provvedimento è l'unica strada che possa dare fiato al primario" dice un responsabile di una banca media. "Anche nel corso della recente crisi asiativa le emissioni bancarie sono state garantite dalla Banca Mondiale e ciò è effettivamnete servito a dare la spinta".

RICORSO A GARANZIA POTREBBE IMPATTARE SU IMMAGINE

Ma a condizionare nuove emissioni garantite potrebbe essere un altro fattore, quello relativo all'immagine della banca.

"L'enfasi che è stata data a questo provvedimento di salvataggio è stata tale da indurre a pensare che verranno concesse le garanzie solo quello quelle banche che sono in uno stato tale di crisi da ritenere, quella, l'ultima spiaggia" dicono in una terza banca.

Il punto sta proprio qui. "Perchè una banca dovrebbe compromettere la propria immagine a un costo elevato? Solo se è davvero con l'acqua alla gola" dice un altro.

"Il provvedimento serve alle banche che non hanno accesso al mercato. Ma le grandi banche italiane non si trovano in una situazione di questo genere" dice il responsabile del primario di una grande banca d'affari a Londra. "Le banche italiane hanno un buon credito sul mercato. Quindi non mi aspetto che questo provvedimento potrà fare da spinta del primario".

Semmai "la vera spinta verrà da un clima generale più rassicurante, fornito certamente anche dal sapere che esiste la possibilità di tali garanzie, perchè allora gli spread di mercato stringeranno e le emittenti con buoni rating torneranno sul mercato dei capitali senza ricorrere alla garanzia stessa" dice una fonte bancaria.

Vi è però anche chi non vede nel ricorso alle garanzie dello stato un fatto che possa danneggiare molto l'immagine. "Non mi formalizzerei. Prenderei al volo questa opportunità. Non è che ci sia una singola banca in crisi. Occorre prendere atto che tutte le banche lo sono. E' il sistema bancario che è bloccato" spiegano da una grande banca italiana.

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