Scudo fiscale, bozza amplia numero Paesi dai quali regolarizzare

martedì 15 settembre 2009 17:02
 

ROMA, 15 settembre (Reuters) - Più spazio alla possibilità di regolarizzare, senza procedere al rimpatrio, le attività illecitamente esportate all'estero che potranno emergere con lo scudo fiscale.

È quanto emerge dalla bozza della circolare applicativa sullo scudo fiscale diffusa oggi dall'Agenzia delle entrate.

In base al decreto che ha introdotto la terza edizione dello scudo fiscale, la sanatoria è consentita a condizione che le attività siano "rimpatriate in Italia da Paesi extra Ue, ovvero regolarizzate o rimpatriate perché in essere in Paesi dell'Unione europea ed in Paesi aderenti allo spazio economico europeo che garantiscono un effettivo scambio di informazioni fiscali in via amministrativa".

Ora però l'Agenzia delle entrate specifica nella circolare che la regolarizzazione è possibile anche per le attività detenute nei Paesi extra Ue "qualora sia rispettata la condizione che vi sia un effettivo scambio di informazioni".

Quanto ai Paesi aderenti allo spazio economico europeo che garantiscono un effettivo scambio di informazioni fiscali in via amministrativa, l'Agenzia spiega che al momento gli unici Paesi a rispettare entrambi i requisiti "sono la Norvegia e l'Islanda".