Scudo, niente rimpatrio per attività patrimoniali - Ag. Entrate

martedì 15 settembre 2009 16:50
 

ROMA, 15 settembre (Reuters) - Niente rimpatrio con lo scudo fiscale per le attività patrimoniali.

Lo stabilisce la bozza della circolare applicata sullo scudo fiscale diffusa oggi dall'Agenzia delle entrate.

"Si ritiene che, nonostante l'astratta previsione normativa, il rimpatrio non sia concretamente realizzabile per le attività patrimoniali in considerazione del fatto che, per la loro natura, le stesse non appaiono idonee a formare oggetto di un rapporto di custodia, deposito, amministrazione o gestione con gli intermediari abilitati", spiega la bozza della circolare, che sarà integrata per accogliere le istanze di professionisti e intermediari.

Lo scudo fiscale regola l'emersione dei capitali illecitamente esportati all'estero distinguendo tra regolarizzazione e rimpatrio. La sanatoria è infatti consentita a condizione che le attività siano "rimpatriate in Italia da Paesi extra Ue, ovvero regolarizzate o rimpatriate perché in essere in Paesi dell'Unione europea ed in Paesi aderenti allo spazio economico europeo che garantiscono un effettivo scambio di informazioni fiscali in via amministrativa".

I beni immobili detenuti fuori Europa non sarebbero quindi sanabili per l'impossibilità di procedere al rimpatrio.

La circolare offre una conferma indiretta nella parte esplicativa del regime di regolarizzazione, che può avere ad oggetto non solo denaro e attività finanziarie, ma anche investimenti di diversa natura, "quali gli immobili e i fabbricati situati all'estero, le quote di diritti reali, le cosiddette "multiproprietà", gli yacht, gli oggetti preziosi, le opere d'arte, semprechè si tratti di beni suscettibili di produrre reddito e per i quali sono state violate le norme sul monitoraggio fiscale".