PUNTO 1- Pensioni, Pd: ok Brunetta solo con più diritti a donne

lunedì 15 dicembre 2008 16:52
 

(aggiunge risposta Brunetta, nota Uilm)

ROMA, 15 dicembre (Reuters) - Il Pd lancia una sfida al ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, sulla previdenza: si può discutere di un innalzamento dell'età per la pensione di vecchiaia delle donne a patto che sia legato a maggiori diritti per le lavoratrici.

Lo ha scritto in una lettera a Brunetta il ministro ombra per le Pari opportunità del Pd, Vittoria Franco.

"Noi del Pd sosteniamo le sue proposte sulla equiparazione dell'età pensionabile e lei sostiene il nostro progetto che prevede misure per promuovere l'occupazione femminile e favorire la conciliazione fra lavoro, maternità e carriera", scrive Franco che aggiunge: "Va benissimo l'idea di investire i risparmi realizzati con l'equiparazione dell'età pensionabile nella creazione di servizi che garantiscano reali pari opportunità, ma la situazione è talmente drammatica che qualche spicciolo risparmiato sulla Pubblica amministrazione è ben lungi dall'essere sufficiente anche solo per partire".

La senatrice del Pd sottolinea infine che i provvedimenti economici del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, "finora hanno ignorato del tutto questi problemi: non un euro previsto né per promuovere politiche attive del lavoro femminile né per proseguire nel piano per gli asili nido avviato da Prodi. Tutti sanno che la crisi peserà soprattutto sulle spalle delle donne, che saranno le prime a perdere il lavoro".

Brunetta ha proposto nel fine settimana di equiparare l'età di pensionamento di vecchiaia fra uomini e donne a 65 anni, partendo dalla Pa a seguito della condanna europea per discriminazione,

Risposta provocatoria di Brunetta che "accetta la sfida" e spiega: "Ripeto che tutto nasce non da una provocazione a freddo, ma da una sentenza della corte di giustizia europea. Questa, però, è anche un'occasione per riflettere sul nostro sistema pensionistico e sul welfare, sui salari e sui servizi alle famiglie, non solo per i pubblici dipendenti, ma nel più complesso sistema italiano".

La Uilm si schiera con il ministro a patto che "alle donne venga riconosciuto un periodo di maternità più esteso rispetto a quello attuale, almeno di 24 mesi. Se così fosse si registrerebbe un notevole calo delle spese sostenute per gli asili nido".