15 maggio 2009 / 14:05 / 8 anni fa

PUNTO 1 - Cell Th avvia chiusura Bresso, intesa con sindacati

(aggiunge dichiarazioni Rossoni in paragrafi 5-9)

MILANO, 15 maggio (Reuters) - Lunedì prossimo, 18 maggio, Cell Therapeutics (CTIC.MI) (CTIC.O) inizierà le operazioni per la chiusura dello stabilimento di Bresso. Lo dice la società in una nota.

Cti comunica di aver raggiunto un accordo con il sindacato in merito al trattamento di fine rapporto dei 56 dipendenti. A fronte dei licenziamenti, Cti prevede per il futuro minori costi annuali per 14 milioni di dollari.

L‘11 maggio scorso, Regione Lombardia - attraverso l‘assessore all‘Istruzione, Formazione e Lavoro, Gianni Rossoni - aveva chiesto una dilazione dei tempi relativi alla dismissione del centro di Bresso, per poter “verificare la praticabilità di soluzioni che consentano di salvaguardare il patrimonio di conoscenze e di professionalità dell‘azienda milanese”. La richiesta era legata allo sforzo del management del centro di Bresso di rilevare la struttura con un partner esterno.

“Cti continuerà a supportare gli sforzi dei dipendenti volti a conseguire il rilevamento delle attività da parte dei dirigenti”, si limita a scrivere la società nella nota odierna, aggiungendo che “Cti continuerà ad assistere la ricerca di opportunità di impiego dei dipendenti di Bresso”.

Interpellato da Reuters, Rossoni - che ricopre anche la carica di vicepresidente del Pirellone - ha detto che incontrerà Christina Waters, presidente di Cti Europe, i rappresentanti sindacali e il management del polo di Bresso giovedì prossimo, 21 maggio.

“Puntiamo a ottenere dall‘azienda una dilazione dei tempi per sondare la possibilità di trovare investitori privati disposti a puntare sui cinque progetti che Cti ha accettato di lasciare ai dipendenti”, ha spiegato Rossoni. Nei giorni scorsi, una fonte vicina alla materia aveva affermato che c’è almeno un investitore interessato ad approfondire il dossier.

La Regione Lombardia, inoltre, prosegue Rossoni, si è attivata per ottenere credito dalle banche (“Ma hanno tempi lunghi per via della burocrazia”) e per far pervenire a Ricerca Italia, la newco che i dipendenti hanno costituito per realizzare il buyout, i fondi previsti da una legge che finanzia la ricerca, altra strada che contempla tempi non brevi.

Da verificare, poi, l‘atteggiamento della società farmaceutica Zambon, proprietaria degli immobili che ospitano i laboratori di Bresso. Al momento, infatti, il contratto di affitto di Cti scade a fine agosto e l‘azienda biotech vuole partire quanto prima con la bonifica dell‘area, per consegnare gli immobili a Zambon entro la scadenza del contratto. “Contiamo nel fatto che Zambon, per effetto della crisi economica, non abbia fuori dalla porta la fila di imprese pronte a subentrare”, ha aggiunto Rossoni.

L‘obiettivo del Pirellone, ha concluso Rossoni, “è far sì che questo centro di eccellenza della ricerca biotecnologica resti a Bresso”. L‘assessore, però, ha escluso che la Regione entri nel capitale di Ricerca Italia. “Preferiamo evitare un coinvolgimento diretto”, sul modello di Nerviano Medical Sciences (Nms).

Nel centro di Bresso, destinato alla ricerca pre-clinica, è stato sviluppato il Pixantrone, farmaco per i pazienti affetti da linfoma non-Hodgkin, attualmente all‘esame della statunitense Fda. I dati dello studio clinico di fase III del Pixantrone, annuncia oggi Cti in un‘altra nota, saranno presentati il 2 e il 3 giugno all‘Asco, la massima assise mondiale sui farmaci oncologici, che si terrà negli Usa a Orlando.

Per la lettura integrale dei comunicati cliccare [nBIA15ea1] e [nBIA15eb7].

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