14 ottobre 2008 / 10:41 / 9 anni fa

PUNTO 1 - Monetario non ancora disteso, lieve calo fix Euribor

(aggiorna prezzi, aggiunge dettagli asta dollari ed euro, commenti operatori)

MILANO, 14 ottobre (Reuters) - Non si attenua che parzialmente la tensione sul mercato monetario, che non sembra reagire con prontezza agli innumerevoli messaggi distensivi delle nuove misure pubbliche mirate a dare ossigeno al mercato interbancario.

Negli scambi di metà seduta si riflette infatti quasi unicamente sulla parte ultra-breve della curva l‘impatto positivo degli imponenti interventi dei governi europei mirati al salvataggio del sistema bancario, mentre il fixing degli Euribor mostra come l‘accesso al credito resti difficile sui periodi più lunghi.

In lieve flessione rispetto a ieri per la seconda seduta consecutiva, le indicazioni da Londra mostrano valori ancora ampiamente superiori alla soglia del 5% sulle scadenze dei tre e dei sei tre mesi. “Ci vorrà ancora qualche giorno perché si faccia sentire l‘impatto positivo delle ultime misure... quando si è ammalati si inizia a prendere l‘aspirina ma è normale pazientare prima che funzioni” commenta un tesoriere.

In occasione del quotidiano fixing londinese passa a 4,201% dal 4,369% di ieri il tasso Euribor a una settimana EURIBORSWD=, a 5,235% da 5,318% il tre mesi EURIBOR3MD= e a 5,298% da 5,367% il sei mesi EURIBOR6MD=.

In parallelo alla tenuta dei depositi procede la flessione della curva dei derivati, in sintonia con la correzione del futures Bund di fronte al nuovo exploit delle borse.

Intorno alle 12,30 il contratto a dicembre FEIZ8 vale 95,95, in calo di 75 millesimi sulla chiusura di ieri, marzo FEIH9 scivola di 1,25 tick a 96,41 e giugno FEIM9 di 0,10 a 96,51.

“La solita distorsione tra contante e derivato: lo spread sembra destinato a rientrare almeno leggermente, ma non sarà un processo veloce” spiega un secondo addetto ai lavori.

Secondo un sondaggio Reuters pubblicato ieri sera, venti su 27 analisti interpellati si sono detti del parere che il differenziale tra Euribor e overnight, salito nella seduta di venerdì a circa due punti percentuali, abbia ormai visto i massimi.

Tornando alla parte ultra-breve della curva si nota il consueto attivismo della Banca centrale europea, intervenuta in mattinata con una prima operazione in dollari a scadenza overnight e il tradizionale collocamento settimanale in euro.

Al sistema delle banche Uem sono stati assegnati 98,4 miliardi in valuta Usa - rispetto a un‘offerta fino a 100 miliardi - al tasso medio di 2,23% per un marginale di 0,20%, insieme a ben 310,411 miliardi di euro a sette giorni al nuovo tasso fisso di 3,75%.

A riprova dell‘elevato livello a disposizione di un sistema le cui tensioni poco o nulla hanno a che vedere con il concreto accesso ai fondi le ultime statistiche Bce.

Aggiornati a questa mattina e relative a ieri, i dati mostrano un‘erogazione di prestiti al 4,25% pari a 17,499 dai 16,634 miliardi della seduta precedente, e un utilizzo dei depositi remunerati al 3,25% per 182,758, nuovo record della serie e 18% oltre i precedenti 154,565 miliardi.

Ulteriori dettagli sulla liquidità in Europa e in Italia alle pagine Reuters ECB40 e BITS.

Intorno a metà seduta il periodo overnight mostra sul Mid un ultimo scambio a 3,30%, in netta discesa rispetto alla media Eonia fissata ieri a 3,757%, mentre sugli schermi dei broker esteri si vedono quotazioni di 3,30/3,80%.

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