Fra Tremonti e Draghi punture di spillo anche su palcoscenico G7

sabato 14 febbraio 2009 17:19
 

ROMA, 14 febbraio (Reuters) - Due giorni di lavoro a stretto contatto di gomito non sembrano avere portato maggiore serenità nei rapporti tra il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ed il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi.

E' giunta qualche altra puntura di spillo ad accrescere il voluminoso capitolo del difficile rapporto fra i due uomini alla guida dell'economia italiana e internazionale (Tremonti è da gennaio anche presidente del G7 finanziario mentre Draghi è da tempo anche presidente del Financial stability forum).

Quello che è successo nel corso delle riunioni non è dato di saperlo, però, nella conferenza stampa finale è stato più volte rilevato il contrappunto che uno faceva alla risposta dell'altro: "Vorrei però aggiungere", "è stato anche rilevato"...

Diverso anche lo stile: alla domanda in inglese di una giornalista straniera il governatore ha risposto in inglese mentre Tremonti ha preferito usare l'italiano. L'alternanza di lingue ha così caratterizzato tutta la parte finale della conferenza: Draghi rigorosamente in inglese con i giornalisti stranieri, Tremonti altrettanto rigorosamente in italiano in ogni caso.

Nel dare poi la parola a coloro che condividevano con lui il palco, Tremonti si è poi rivolto al banchiere centrale con l'appellativo "dottor Draghi". E nel citare gli interventi, dopo il suo, alla cena di ieri sera Tremonti ha prima parlato dell'"interessante intervento del segretario generale dell'Ocse" poi dell'"intervento del governatore".

La polemica nazionale tra Tremonti e Draghi ha anche riguardato una delle pochissime variazioni apportate al comunicato finale rispetto alla bozza anticipata la scorsa notte da Reuters. Laddove si parla di necessario rafforzamento patrimoniale delle istituzioni finanziarie, il testo finale ha aggiunto che deve avvenire sotto il controllo delle autorità di riferimento. Insomma gli eventuali interventi di ripatrimonializzazione delle banche italiane effettuati dal Tesoro - il cui regolamento deve ancora vedere la luce - devono avvenire sotto la supervisione della Banca d'Italia, come il decreto di dicembre già indicava. Repetita iuvant.