September 15, 2009 / 7:21 AM / 8 years ago

SCHEDA - Scudo fiscale, via a sanatoria su capitali all'estero

7 IN. DI LETTURA

(Aggiorna dopo pubblicazione bozza circolare Agenzia entrate)

15 settembre (Reuters) - Parte oggi in Italia la terza versione dello scudo fiscale per l'emersione dei capitali illecitamente esportati all'estero, voluta dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti.

Lo scudo "si applica sulle attività finanziarie e patrimoniali detenute almeno al 31 dicembre 2008 e rimpatriate ovvero regolarizzate a partire dal 15 settembre 2009 e fino al 15 aprile 2010", dice il decreto legge di luglio che ha introdotto la sanatoria.

Il governo non ha fornito stime ma secondo alcuni banchieri d'affari l'operazione potrebbe portare all'emersione di capitali per 50 o 100 miliardi di euro, con un gettito per lo Stato tra 2,5 e 5 miliardi in totale.

Prelievo Al 5% Del Capitale, in Assoluto

Il governo ha previsto un'aliquota al 50% su un rendimento presunto annuo del 2% del capitale negli ultimi cinque anni, pari ad un prelievo di circa il 5% sul capitale.

"Si tratta di una presunzione assoluta che non tiene conto del periodo di effettiva detenzione all'estero delle attività", ha chiarito l'Agenzia delle entrate nella bozza della circolare applicativa sullo scudo fiscale.

Quindi, anche se si dimostra di aver mantenuto attività all'estero solo per un anno, il prelievo resta pari al 5%.

Le Procedure Da Seguire

Secondo le istruzioni formulate dall'Agenzia delle entrate, potranno aderire allo scudo persone fisiche, enti non commerciali, società semplici e associazioni equiparate.

Gli interessati dovranno presentare un apposito modello all'intermediario che riceve in deposito somme e attività finanziarie o che è incaricato della loro regolarizzazione.

Potranno operare come intermediari banche italiane, società di intermediazione mobiliare e di gestione del risparmio, società fiduciarie, agenti di cambio iscritti nel ruolo unico e Poste italiane.

Scudo Riguarda Anche Gli Eredi

L'Agenzia delle entrate ha spiegato che "fra i soggetti che possono presentare la dichiarazione di emersione sono da comprendere gli eredi di defunti".

L'emersione può riguardare anche attività detenute in comunione da più soggetti. In questo caso, però, la dichiarazione riservata deve essere presentata da ciascuno dei soggetti interessati per la quota parte di propria competenza.

Piu' Spazio Alla Regolarizzazione

La sanatoria è consentita a condizione che le attività siano "rimpatriate in Italia da Paesi extra Ue, ovvero regolarizzate o rimpatriate perché in essere in Paesi dell'Unione europea ed in Paesi aderenti allo spazio economico europeo che garantiscono un effettivo scambio di informazioni fiscali in via amministrativa".

L'Agenzia delle entrate ha però specificato nella circolare che, in linea agli indirizzi di Bruxelles, la regolarizzazione è possibile anche per le attività detenute nei Paesi extra Ue "qualora sia rispettata la condizione che vi sia un effettivo scambio di informazioni". Il caso tipico è quello degli Stati Uniti.

RIMPATRIO DALLA SVIZZERA; REGOLARIZZAZIONE DAL LUSSEMBURGO

Più in generale, per Gran Bretagna e Lussemburgo, che appartengono all'Unione europea, vale la doppia opzione regolarizzazione/rimpatrio.

Chi invece ha esportato capitali in Svizzera, Paese che non appartiene all'Unione europea né aderisce allo spazio economico europeo, dovrà necessariamente rimpatriare le attività. Niente regolarizzazione anche per Montecarlo e San Marino.

L'obbligo di riportare i capitali in Italia vale anche per le attività detenute in Liechtenstein o Andorra, che rientrano nello spazio economico europeo, ma non garantiscono l'effettivo scambio di informazioni fiscali.

Tuttavia, se questi Paesi aprissero alla cooperazione internazionale con lo scambio di informazioni fiscali varrebbe anche per loro la possibilità della sola regolarizzazione.

Al momento, gli unici Paesi che aderiscono allo Spazio economico europeo e garantiscono lo scambio di informazioni sono Norvegia e Islanda.

Sanatoria Limitata Ai Reati Fiscali

Lo scudo sana solo i reati di omessa dichiarazione e dichiarazione infedele ed è precluso ai soggetti che hanno procedimenti in corso.

Niente sanatoria quindi nel caso siano iniziati accessi, ispezioni e verifiche o altre attività di accertamento tributario e contributivo nei confronti del contribuente.

I professionisti che assistono i clienti non sono esentati dalle norme sull'antiriclaggio e devono pertanto denunciare le posizioni sospette all'Unità di informazione finanziaria, il braccio operativo di Bankitalia nella lotta al riciclaggio di denaro sporco. Sulla base di questo Bankitalia mette in moto una segnalazione a Guardia di finanza e autorità giudiziaria.

Le Differenze Rispetto Alla "Disclosure" in Usa E Gb

Rispetto all'amnistia presentata in altri Paesi, Stati Uniti e Gran Bretagna soprattutto, ci sono rilevanti differenze, come la protezione assicurata all'evasore e il basso costo della sanatoria.

"Si tratta di provvedimenti che non prevedono l'anonimato del contribuente e dove l'emersione comporta il pagamento dell'intero ammontare delle imposte, inclusive di interessi", ha detto in luglio il governatore di Bankitalia Mario Draghi.

Il governatore ha aggiunto che in Usa e Gran Bretagna il vero vantaggio non è tanto economico quanto il fatto che si evitano sanzioni penali.

I Numeri Dei Primi Due Scudi

Con i provvedimenti varati nel 2001 e nel 2002 sempre da Tremonti erano emersi 73,1 miliardi di euro, che hanno comportato un gettito pari a 2,1 miliardi di euro.

Lo scudo 2001 prevedeva un'aliquota del 2,5% sull'importo dichiarato tra il novembre 2001 e il giugno 2002 ai fini del rimpatrio e della regolarizzazione. Sono emersi 54,6 miliardi di euro, pari a 33,2 miliardi per i rimpatri e a 21,4 miliardi per le regolarizzazioni.

Lo scudo 2002 prevedeva invece un'aliquota più alta, pari al 4% e applicata sempre sull'importo dichiarato. Tra il gennaio e l'ottobre 2003 sono emersi 18,5 miliardi (10 miliardi di rientri e 8,5 miliardi di regolarizzazioni).

Dei 43,2 miliardi di euro complessivamente rimpatriati con i due scudi, oltre la metà sono pervenuti dalla Svizzera, per un totale di 25,14 miliardi di euro (58,1%). Tra gli altri Paesi, dalla Germania sono stati rimpatriati 6,3 miliardi (14,7%), dal Lussemburgo 3,03 miliardi (7%), dagli Usa 1,65 miliardi (3,8%), dalla Francia 1,62 (3,7%) e dal Principato di Monaco 1,27 miliardi (2,9%).

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