PUNTO 3 - Crisi, bene Spagna con dimissioni Zapatero-Marcegaglia

venerdì 9 settembre 2011 18:41
 

(Aggiunge altre dichiarazioni Passera in coda su Stark)

CHIANCIANO TERME, 9 settembre (Reuters) - La Spagna oggi è più credibile dell'Italia dopo che il premier José Luis Zapatero ha rassegnato le dimissioni e indetto le elezioni per consentire a un nuovo governo con pieni poteri di affrontare con più efficacia la crisi economica.

Lo ha detto la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia parlando a Chianciano Terme alla festa dell'Udc.

"Oggi il nostro Paese è in pericolo: o i problemi noi li diciamo chiaramente, li mettiamo su un tavolo e cerchiamo di risolverli, oppure facciamo un danno al Paese", ha detto Marcegaglia nel suo intervento. "Oggi la giornata è davvero difficile: si è dimesso il membro tedesco della Bce e si è dimesso in contrasto con la decisione della Bce di comprare titoli italiani e spagnoli. Aggiungo un altro dato che in un certo senso è ancora più preoccupante: si sta allargando a nostro sfavore il divario tra noi e la Spagna; noi un mese fa eravamo considerati più credibili della Spagna, ora siamo considerati meno credibili, perché la Spagna ha fatto manovre serie e strutturali, perché la Spagna aveva una situazione politica difficile e un presidente del consiglio in carica ha detto 'io non ce la faccio più, non ho più la credibilità dei mercati, vado a elezioni'", ha detto la Marcegaglia.

"O il governo dimostra molto velocemente che è in grado di fare un'operazione di grandezza ma anche di equità superando anche i veti e lo dimostra in questi giorni oppure io penso che dovrebbe trarre le conseguenze perché il paese rischia molto e non possiamo rimanere in una situazione come questa", ha continuato la presidente degli industriali.

Sulla stessa linea il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo (ISP.MI: Quotazione), Corrado Passera, che chiede un progetto per stimolare l'economia italiana. Alla domanda se sia necessario "cambiare il pilota", il banchiere ha risposto: "Se sapranno farlo bene, se no bisogna cambiare perché non possiamo rinunciare a un piano effettivo di crescita".

Poi Passera ha fatto direttamente riferimento alle dimissioni di oggi di Stark: "Noi vogliamo salvarci da soli, è ora di finirla di pensare che l'Europa ci salvi, è una cosa mortificante. Abbiamo tutti numeri per tenerci insieme e per ristrutturarci e per rilanciarci. Finché saremo il Paese che deve essere salvato, con un membro della Bce che getta la spugna, batte i pugni sul tavolo e se ne va, siamo un Paese che non conta più nulla. Se noi vogliamo tornare a essere parte della sala di regia dove siamo stati nel momento migliore dell'Europa, se vogliamo tornarci e non essere la Grecia Due come stiamo diventando, noi dobbiamo metterci a posto da soli e possiamo farlo. Possiamo crescere, abbiamo i numeri per farlo, abbiamo le risorse. Dopo la manovra, che ha dei limiti, dobbiamo mettere in moto un piano ampio per salvarci da soli e tornare a essere protagonisti".