September 8, 2011 / 9:59 AM / 6 years ago

PUNTO 2 -Governo, via libera a pareggio bilancio in Costituzione

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(Aggiorna con dettagli da bozza, accorpa pezzi)

ROMA, 8 settembre (Reuters) - Dal 2014 lo Stato italiano dovrà mantenere il bilancio pubblico in pareggio tranne nei casi di crisi o emergenze sanciti con voto a maggioranza delle Camere.

Lo stabilisce il disegno di legge costituzionale varato questa mattina dal Consiglio dei ministri dopo le pressioni di Bce ed Europa affinché l'Italia si impegnasse a varare un pacchetto di misure per ripristinare la fiducia dei mercati.

"Il testo del governo, allineato allo standard europeo, troverà altri importanti testi di riforma. Una discussione costruttiva e rapida in Parlamento è nell'interesse del Paese", ha commentato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti al termine della riunione.

Tremonti ha precisato che il principio del pareggio non rappresenta "solo un criterio contabile ma un principio di altissima intensità politica e civile, essendo introdotto nella parte prima della Costituzione che riguarda i diritti e i doveri dei cittadini".

La bozza del provvedimento, pubblicata sul sito del ministero dell'Economia, fa decorrere l'entrata in vigore delle nuove disposizioni "dall'esercizio finanziario 2014".

Il disegno di legge si compone di quattro articoli e modifica gli articoli 53, 81 e 119 della Costituzione.

"La Repubblica, in conformità ai vincoli economici e finanziari che derivano dall'appartenenza all'Unione europea, persegue l'equilibrio dei bilanci e il contenimento del debito delle pubbliche amministrazioni, anche assicurando le verifiche a consuntivo e le eventuali misure di correzione, in base ai principi e ai criteri stabiliti con legge, approvata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna delle Camere", stabilisce l'articolo 1 della bozza aggiungendo un comma all'articolo 53 della Costituzione.

Cambia anche l'articolo 81 della Carta: "Il bilancio dello Stato rispetta l'equilibrio delle entrate e delle spese. Non è consentito ricorrere all'indebitamento, se non nelle fasi avverse del ciclo economico nei limiti degli effetti da esso determinati, o per uno stato di necessità che non può essere sostenuto con le ordinarie decisioni di bilancio".

Saranno le Camere, in ragione di "eventi eccezionali" e con "voto espresso a maggioranza assoluta", a dichiarare lo stato di necessità.

"Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri finanziari provvede ai mezzi per farvi fronte", continua il disegno di legge.

L'esercizio provvisorio, che scatta se il Parlamento non approva entro il 31 dicembre la legge di Stabilità, "non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi".

Inoltre, il disegno di legge mantiene l'autonomia finanziaria di comuni, province, città metropolitane e Regioni, ma introduce per loro il "rispetto dell'equilibrio dei bilanci".

Il Consiglio dei ministri ha approvato anche un secondo disegno di legge costituzionale che prevede l'abolizione delle province.

I contenuti del provvedimento, che il governo non ha illustrato in conferenza stampa, non sono ancora noti. Una breve nota di Palazzo Chigi si limita a dire che il ddl "disciplina il procedimento di soppressione della provincia quale ente locale statale". L'iter di approvazione dei ddl costituzionali prevede un doppio via libera di Camera e Senato sullo stesso testo con una maggioranza dei due terzi per evitare il possibile ricorso al referendum abrogativo.

Giuseppe Fonte e Francesca Piscioneri

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