September 7, 2011 / 1:43 PM / 6 years ago

SINTESI-Edison,A2A preme per intesa marzo: Edipower spacchettata

6 IN. DI LETTURA

* CdG utility ha preso atto di proroga a 30 ottobre

* Tarantini: "Soluzione marzo unica sul tavolo"

* Cordata italiana al momento non c'è

* Zuccoli: "Trattativa parte ora"

di Giancarlo Navach

MILANO, 7 settembre (Reuters) - Il riassetto di Edison EDN.MI riparte dalla soluzione trovata fra i soci lo scorso marzo, poi bloccata dal ministro dell'economia Giulio Tremonti, per i timori di perdita dell'italianità del gruppo. L'intesa prevedeva Edf EDF.MI in maggioranza assoluta nel capitale di Foro Bonaparte, i soci italiani raggruppati in Delmi in minoranza e lo spacchettamento della centrali di Edipower fra gli attuali azionisti.

Si allontana, invece, l'ipotesi di una cordata italiana in chiave anti Edf, almeno per il momento, con buona pace di Acea (ACE.MI) interessata a incrementare la propria presenza nella generazione di energia e quindi alle centrali di Edipower.

A chiarire lo stato delle trattative i vertici di A2A (A2.MI), principale socio italiano del secondo produttore di energia elettrica del Paese, che ha oggi riunito il consiglio di gestione, per prendere atto della nuova proroga della scadenza dei patti parasociali fra i soci di Edison al 30 ottobre ottenuta dal ministro allo Sviluppo Economico, Paolo Romani, nel vertice di lunedì scorso con il numero uno di Edf, Henri Proglio.

"L'ipotesi di marzo è la più utile e conveniente per noi. Il consiglio di sorveglianza ha deliberato all'unanimità a luglio una ipotesi, non altre. Abbiamo dato mandato alla gestione di portare avanti questa ipotesi, ma migliorabile, siamo fermi a quella. Il resto sono chiacchiere che leggiamo sui giornali", ha detto Tarantini. Che ha aggiunto: "Sul nostro tavolo non sono arrivate altre proposte, se ci saranno le valuteremo, a noi non risultano".

Edison è controllata al 61,3% da Transalpina di Energia. A sua volta TdE è controllata al 50% da Edf e al 50% da Delmi, holding di cui A2A detiene il 51% e Iren il 15%. Quanto a Edipower, Edison ne controlla il 50%, A2A il 20%, Iren il 10%.

Sulla soluzione di marzo, che prevede anche una way out certa a tre anni da parte dei soci italiani a favore di Edf, i francesi sarebbero d'accordo, ma attendono l'ok definitivo del governo. Un po' meno d'accordo è invece la utility Iren che lamenta di subire il negoziato senza avere voce in capitolo. Oggi il presidente, Roberto Bazzano, ha incontrato il presidente del consiglio di gestione di A2A, Giuliano Zuccoli. "E' una situazione complicata", ha detto il manager. "Sono certo che troveremo un accordo", ha chiosato Zuccoli.

Secondo Tarantini, il punto che resta critico dell'intesa di marzo riguarda "il valore da dare alla put", ovvero l'opzione di uscita certa dei soci italiani nei confronti di Edf sulla quale ci sono ancora opinioni divergenti. A2A vorrebbe, infatti, ancorare il valore del'opzione al patrimonio netto di Edison e non al valore di Borsa attuale del titolo. Per quanto riguarda "la spartizione degli asset di Edipower, non vedo un grande problema" ha sottolineato Tarantini.

Secondo Zuccoli, invece, "sulla soluzione di marzo sono aperti dei punti interrogativi talmente grossi che non possiamo chiamarla una soluzione". Comunque, il manager valuta positivamente l'ingresso nella partita del ministro Romani, tanto da dire che "la trattative parte ora".

L'altra opzione, che piace soprattutto ad A2A, caldeggiata anche dal governo italiano, prevede che Edipower resti tutta italiana e quindi con gli attuali soci che liquidino la quota di Edison detenuta da Edf, cedendo l'intera partecipazione del secondo produttore di energia elettrica italiana ai francesi. Resta da capire quale sarà la posizione di Parigi, notoriamente poco propensa a rinunciare ad asset così importanti come le centrali di Edipower (potenza installata di oltre 7.600 mw) restando con una società, interamente controllata, ma molto più piccola di prima perché sarebbe priva di una parte degli asset di Edipower. "Se esistono soluzioni sono comunque di jv con gli altri operatori", sottolinea Zuccoli, riferendosi a Edipower. "la società merita di essere utilizzata come strumento di accordo".

In sostanza, sembra di capire che i soci italiani non abbiamo ancora le idee chiare su come procedere e che ci sia ancora bisogno di tempo per arrivare a una proposto più concreta. In tal senso l'allungamento della scadenza dei patti facilita il negoziato, per il quale lo stesso Romani si è detto ottimista. Se a prevalere dovesse essere la prima opzione, e' possibile che il governo italiano chieda qualche contropartita ai francesi soprattutto sul tema della reciprocità. Edf è partner con Enel (ENEI.MI) nel nucleare, è presente, attraverso Edison, nei gasdotti in via di realizzazione Itgi e Galsi e; mentre proprio ieri stato ufficializzato l'ingresso del colosso francese nel progetto offshore di South Stream con una quota del 15%, facendo scendere la partecipazione di Eni al 20%.

Settimana prossima si riunirà il consiglio di Delmi che dovrà poi ufficializzare con Edf la nuova proroga dei patti dal 15 settembre al 30 ottobre.

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