September 7, 2011 / 1:02 PM / 6 years ago

Manovra, colloquio Fini-Cicchitto su tempi dibattito Camera

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ROMA, 7 settembre (Reuters) - Sui tempi del dibattito alla Camera sulla manovra di Ferragosto si è svolto questa mattina un colloquio informale fra il presidente di Montecitorio Gianfranco Fini e il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto.

Il Pdl e la maggioranza vorrebbero tempi strettissimi, sul modello della manovra di luglio, per arrivare al voto con la fiducia fra venerdì sera e sabato mattina.

Di parere opposto le opposizioni, Pd in testa, che chiedono un esame del testo al quale vorrebbero portare cambiamenti. In ogni caso la possibilità di discuterne i contenuti renderebbe difficile arrivare all'approvazione, seppure con fiducia, prima di martedì prossimo.

Il colloquio Fini-Cicchitto, durato circa mezz'ora e svoltosi in parte in Transatlantico e in parte alla buvette, ha incuriosito i pochi giornalisti presenti soprattutto per la cordialità e perché da oltre un anno il presidente della Camera non aveva colloqui così informali e cordiali con un alto esponente della sua ex maggioranza.

I due hanno iniziato col parlare delle vacanze e di immersioni, poi il discorso è scivolato su temi politic: la situazione nel centrodestra e, appunto, la manovra.

Su quest'ultimo punto Cicchitto ha sostenuto le ragioni di una approvazione a Montecitorio rapidissima e Fini ha risposto che la cosa è possibile purché non avvengano "forzature" formali con le opposizioni, quindi deve essere in qualche modo concordata.

Sullo stesso tema Cicchitto ha in seguito avuto un colloquio anche con il capogruppo della Lega Marco Reguzzoni.

Al termine degli incontri il capogruppo del Pdl ha ribadito con Reuters che la posizione del suo partito è per una approvazione rapidissima ma ha ammesso che "se ne discute ancora: non pare al momento che le opposizioni siano della stessa idea".

Cicchitto ha fatto riferimento ad una riunione che dovrebbe esserci in serata prima della capigruppo di domani mattina che dovrebbe definire i tempi dell'esame.

Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, uscendo dall'aula, ha notato come i saldi della manovra siano ampiamente superiori alle necessità per il pareggio di bilancio secondo il quadro macro del governo: circa 55 miliardi contro i 40 che dovrebbero essere sufficienti. "Cosa sconta quindi la manovra? La recessione? Un diverso quadro macro? Vuole venire il ministro del Tesoro in Parlamento a dire qual è dunque il quadro macro?", ha detto Bersani ai cronisti in Transatlantico.

Bersani ha spiegato che l'impianto della manovra fa ricadere tutto il suo peso sui ceti medi, "salvo la risibile buffonata del contributo di solidarietà che incide per poche decine di milioni sui saldi".

Paolo Biondi

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