14 settembre 2011 / 14:18 / 6 anni fa

SCHEDA - La manovra da 54,3 mld per il pareggio di bilancio

14 settembre (Reuters) - La Camera ha votato la fiducia chiesta dal governo sulla manovra da oltre 54 miliardi necessaria a raggiungere nel 2013 il pareggio di bilancio.

Il decreto sarà convertito in legge questa sera attorno alle 20,00 circa.

GLI OBIETTIVI DI FINANZA PUBBLICA E DI CRESCITA

Il deficit dovrà scendere al 3,8% del Pil nel 2011, all‘1,4% nel 2012 e avvicinarsi a zero nel 2013, secondo le indicazioni fornite dal ministro dell‘Economia, Giulio Tremonti, il 12 agosto scorso. I precedenti obiettivi erano rispettivamente 3,9%, 2,7% e 1,5% nel 2013.

Il governo esclude per il momento revisioni delle stime di crescita, pari a +1,1% nel 2011, a +1,3% nel 2012 e +1,5% nel 2013. Tuttavia, una fonte governativa ha detto lunedì 5 settembre a Reuters che sarà molto difficile ottenere una crescita dell‘1% sia quest‘anno sia il prossimo. Maggiori dettagli emergeranno dalla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def), attesa entro fine mese.

MANOVRA AMMONTA A 54,265 MLD, DA ENTRATE 35,44 MLD (IL 65%)

La manovra riduce il deficit di 2,84 miliardi nel 2011, di 28,275 miliardi nel 2012, di 54,265 miliardi nel 2013 e di 59,795 miliardi nel 2014.

La manovra è costruita in gran parte sulle maggiori entrate, che assicurano nel 2013 35,44 miliardi (il 65% circa del totale) e 39,35 miliardi nel 2014.

IVA SALE AL 21%. PRELIEVO DEL 3% SOPRA 300.000 EURO

L‘aumento immediato dell‘Iva al 21 dal 20% produrrà 700 milioni nel 2011 e 4,236 miliardi dal 2012.

Trasformato in atto simbolico il cosiddetto contributo di solidarietà. Il prelievo, che decorre dal primo gennaio 2011 fino a tutto dicembre 2013, ammonta ora al 3% e scatta sui redditi superiori a 300.000 euro. Saranno circa 34.000 i contribuenti colpiti, per un gettito atteso pari a 53,8 milioni di euro nel 2012 e a circa 144 milioni nel 2013. La misura potrà essere prorogata anche oltre il 2013, qualora il governo non dovesse raggiungere il pareggio di bilancio.

RIMODULATA LA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA

Il governo intende accelerare sulla delega per la riforma fiscale e assistenziale, che dovrà ridurre il deficit di 4 miliardi nel 2012, di 16 miliardi nel 2013 e di 20 miliardi nel 2014.

In caso di mancata attuazione della delega entro il 30 settembre 2012 scatterà la cosiddetta clausola di salvaguardia, vale a dire il taglio mirato delle 476 agevolazioni fiscali e assistenziali che privano l‘Erario di oltre 150 miliardi ogni anno. In alternativa, anche parziale, il governo potrebbe ricorrere alle imposte indirette e quindi varare un nuovo rialzo dell‘Iva.

ITALIA RECEPISCE ACCORDO UE SU NUOVI POTERI EFSF

Al comma 15 dell‘articolo 1 la manovra recepisce nell‘ordinamento italiano l‘accordo europeo del 21 luglio sui nuovi poteri dell‘Efsf, il fondo europeo a salvaguardia della stabilità finanziaria. Nella sostanza la manovra autorizza il governo a sottoscrivere la sua quota di garanzie sulle emissioni fatte dal fondo per sostenere gli Stati in difficoltà.

NUOVO INTERVENTO SULLE PENSIONI

Anticipato al 2014 l‘incremento graduale fino a 65 anni dell‘età di accesso alla pensione di vecchiaia per le donne occupate nel settore privato, che andrà a regime nel 2026. Il nuovo regime pensionistico produrrà i maggiori effetti nel 2021, anno in cui il governo stima risparmi pari a 720 milioni. La manovra di luglio prevedeva che l‘aumento graduale scattasse solo nel 2020.

L‘applicazione alla scuola del regime pensionistico in vigore negli altri settori produttivi (pensionamento dopo almeno 12 mesi dalla maturazione dei requisiti) produrrà 100 milioni di risparmi nel 2012 e 1,031 miliardi nel 2013.

I TAGLI AGLI ENTI LOCALI

La manovra prevede tagli a Regioni ed enti locali per 4,2 miliardi nel 2012 e 3,2 nel 2013.

Nel 2012 i tagli, nominalmente pari a 6 miliardi, vengono ridotti di 1,8 miliardi con il gettito atteso dall‘inasprimento della Robin tax sulle imprese energetiche.

IL CONTRIBUTO DI MINISTERI E DIPENDENTI PUBBLICI

La dotazione dei ministeri viene ridotta di 6 miliardi nel 2012 e di 2,5 miliardi nel 2013. Sarà la presidenza del Consiglio a ripartire i tagli tra i ministeri.

Dal riordino degli uffici giudiziari su base territoriale il governo si aspetta risparmi complessivi pari a 60 milioni di euro, solo per le spese di gestione e funzionamento delle strutture.

I dipendenti pubblici che optano per il pensionamento anticipato si vedranno pagare il Trattamento di fine rapporto (Tfr) dopo 24 mesi dagli attuali 6. Risparmi pari a 330 milioni nel 2012 e a 1,065 miliardi nel 2013.

Cancellata la soppressione di tutti gli enti che hanno meno di 70 dipendenti.

RIDOTTO TAGLIO INDENNITÀ PER PARLAMENTARI CON ALTRI REDDITI

Parlamentari e dirigenti pubblici utilizzeranno la classe economica tranne che per i voli intercontinentali.

Per deputati e senatori la manovra riduce indennità e retribuzioni introducendo un prelievo pari al 10% nella parte che eccede 90.000 euro e al 20% per la quota superiore a 150.000 euro.

Per i parlamentari che svolgono altre attività con un reddito uguale o superiore al 15% dell‘indennità quest‘ultima si riduce del 20% sopra i 90.000 euro e del 40% sopra i 150.000 euro, a fronte del 50% secco indicato nel testo originario della manovra. Inoltre, il taglio resterà in vigore solo fino al 2013.

Dalla prossima legislatura scatterà l‘incompatibilità della carica di parlamentare con qualsiasi altra carica pubblica elettiva, anche quella di parlamentare europeo, con l‘eccezione dei sindaci di comuni sotto i 5.000 abitanti.

Salta per essere riproposta in un disegno di legge costituzionale la cancellazione delle province.

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