2 settembre 2011 / 12:58 / 6 anni fa

PUNTO 2-Enel, Robin tax potrebbe ridurre investimenti,cedola-AD

(Riscrive, aggiunge dichiarazioni Recchi e associazioni)

* Recchi: "Per Eni presto per valutare impatto su cedola"

* Lettera di Assoelettrica per ritiro provvedimento

CERNOBBIO (Como), 2 settembre (Reuters) - Tutti contro l'inasprimento della cosiddetta "Robin Hood tax" per le società energetiche, prevista nella manovra in discussione in Parlamento, che potrebbe comportare un riduzione degli investimenti e dei dividendi di Enel (ENEI.MI), mentre per Eni (ENI.MI) bisognerà valutare quali saranno le proposte del management.

In una lettera aperta di Assoelettrica, Anev e Federutility chiedono a Governo e Parlamento il ritiro del provvedimento.

"La Robin Hood tax colpisce un settore cruciale per lo sviluppo e la competitività del Paese, coinvolgendo anche le attività regolate, quali la trasmissione e la distribuzione dell'energia elettrica, le cui tariffe sono fissate da un organismo terzo, l'Autorità per l'energia elettrica e il gas. La stessa Autorità e la Corte dei Conti hanno evidenziato i possibili effetti depressivi sugli investimenti e l'economia", si legge in una nota congiunta.

A tuonare contro l'inasprimento della tassa, prevista al 10,5% dal 6,5% attuale - oltre che la sua estensione anche alle attività regolate di trasmissione di energia elettrica e trasporto del gas - anche Fulvio Conti, numero uno di Enel che non esclude un impatto sull'utile netto a partire dal 2011, anche se per quantificarlo occorre attendere la versione finale del decreto. "Un effetto ce lo avrà, ma per quantificare la cifra occorre aspettare la versione finale del decreto", ha commentato il manager a margine del workshop Ambrosetti in corso a Villa D'Este.

Conti ha poi aggiunto che "Enel è il principale contribuente italiano e nel 2010 ha versato imposte per 2,5 miliardi. Se ci sarà un insaprimento della tassa noi l'assolveremo. Stiamo discutendo delle modalità e delle conseguenze. La tassa così com'è potrebbe portare a una riduzione degli investimenti e dei dividendi. Non credo sia una cosa positiva. E' una tassa che sottrae utili e puo' danneggiare il settore economico nel suo complesso". L'obiettivo del gruppo di utile netto per l'anno è di 4,5 miliardi di euro. Alcuni studi di analisti ipotizzano un impatto sul netto di Enel fra i 300 e i 400 milioni.

Secondo il presidente di Eni, Giuseppe Recchi, "È presto per dire se l'incremento della Robin tax impatterà sul dividendo (del gruppo, ndr.). Vedremo quali saranno le proposte dell'Ad al consiglio", ha risposto il manager a chi gli chiedeva un commento sull'incremento di questa imposta per le società energetiche.

Recchi ha poi aggiunto, sempre da Villa d'Este, che "l'impatto per Snam (SRG.MI), come già comunicato al mercato, sarà di 150 milioni". Il manager non ha invece specificato l'ammontare dell'impatto per Eni.

(Giancarlo Navach)

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