Manovra, emendamento unisce mini-comuni, meno tagli a consigli

giovedì 1 settembre 2011 14:26
 

ROMA, 1 settembre (Reuters) - Il governo ha deciso la messa a fattor comune obbligatoria delle attività espletate dai comuni con popolazione inferiore ai 1.000 abitanti che dovranno unirsi per gestire tutte le funzioni amministrative.

E' quanto si legge nell'emendamento presentato dal presidente della commissione Bilancio, Antonio Azzollini, al decreto legge 138 che contiene la manovra di Ferragosto.

I comuni più piccoli si dovranno aggregare in Unioni di almeno di 5.000 abitanti, 3.000 per i comuni delle unità montane.

Le istanze di aggregazione dovranno essere presentate dai comuni entro 6 mesi, termine perentorio, dall'approvazione della legge di conversione del decreto.

Gli organi delle nuove unioni sono il consiglio, il presidente e la giunta. Il consiglio sarà composto,inizialmente, da tutti i sindaci e 2 consiglieri per ciascun comune.

La cancellazione dei consigli e delle giunte dei comuni minori, nella nuova formulazione, prevede un allentamento: il sindaco monocratico previsto dal decreto 138 viene sostituito da un consiglio composto da sei consiglieri oltre al primo cittadino. Fra i 1.000 e i 3.000 abitanti oltre ai sette consiglieri sono previsti 2 assessori. Assessori che diventano 3 per i comuni fino a 5.000 abitanti e 4 per quelli compresi fra i 5.000 e i 10.000 abitanti.

(Alberto Sisto)