SINTESI - Manovra, per Bankitalia Pil scarso, spread troppo alti

martedì 30 agosto 2011 14:48
 

 * Bankitalia vede Pil 2011 sotto 1%, più debole in 2012
 * Con rallentamento crescita più diffile pareggio bilancio
 * Riserve oro non si toccano, Eurobond non aiutano crescita
 
 (unifica pezzi, aggiunge dichiarazioni)
 di Alberto Sisto
 ROMA, 30 agosto (Reuters) - L'entità della manovra da 45,5
miliardi non può essere ridotta anche perché le stime di
crescita del governo sono più alte rispetto a quelle più recenti
che vedono una crescita insufficiente e gli spread dei titoli
italiani rispetto ai Bund tedeschi sono ancora troppo elevati.
 Lo ha detto il vicedirettore generale della Banca d'Italia
Ignazio Visco in un'audizione alla commissione Bilancio del
Senato sul decreto 138 che contiene la manovra approvata dal
governo il 12 agosto scorso, che mira ad anticipare al 2013 il
pareggio di bilancio.
 "Pensiamo che l'entità della manovra non possa essere
ridotta", ha detto Visco, anche perché le "previsioni di
crescita per il prossimo triennio non sono soddisfacenti".
 La Bankitalia vede la crescita del Pil per il 2011 in Italia
sotto l'1%, ancora più debole nel 2012.
 Visco avverte "che eventuali modifiche alla struttura della
manovra devono tagliare gli aumenti delle entrate, e accrescere
le misure strutturali" perché la manovra di aggiustamento avrà
"inevitabili effetti restrittivi" sull'economia. 
 "Il riequilibrio dei conti pubblici deve associarsi a una
politica economica volta al rilancio dello sviluppo della nostra
economia", dice il vicedirettore generale di Bankitalia.
 Il rallentamento della crescita infatti "renderebbe più
difficile il pareggio di bilancio, rallentando la riduzione del
debito" e aumentandone l'onere.
 
 GLI EFFETTI MACRO DELLA MANOVRA
 Banca d'Italia inoltre esorta governo e Parlamento a
"monitorare attentamente l'attuazione delle misure correttive".
 La Banca d'Italia ha anche allegato alla relazione di Visco
una tabella contente gli effetti del decreto su alcune delle
principali variabili macroeconomiche.
 
                    2011       2012       2013        2014
DEBITO/PIL           119,9%     117,8%     113,6%      108,8%
DEFICIT/PIL            3,8%       1,3%      -0,2%       -0,6%
AVANZO PRIMARIO        1,0%       3,8%       5,6%        6,1%
SPESA INTERESSI        4,8%       5,1%       5,4%        5,5%
 
 IL CUNEO FISCALE, LO SPREAD E LA COESIONE SOCIALE
 Con il passaggio degli oneri per gli assegni familiari e le
indennità di maternità alla fiscalità generale, compensati da
aumenti su tassazione degli immobili - Visco ha citato
espressamente l'Ici - delle aliquote Iva, si potrebbe dare un
impulso dello 0,3-0,4% al Pil nel triennio.
 "La composizione del prelievo fiscale può essere modificata
in modo da renderla più favorevole alla crescita". 
 Spiegando il percorso da seguire Visco ha aggiunto: la
fiscalizzazione dei contributi per la Cassa unica e gli assegni
familiari e le indennità di maternità per tutti i lavoratori
costerebbe allo Stato 7 miliardi.
 "La fiscalizzazione di questi contributi per tutti i
lavoratori potrebbe essere compensata da un aumento del prelievo
sugli immobili oppure all'Iva. Tale ricomposizione del bilancio
pubblico determinerebbe un incremento del Pil, nell'arco del
triennio di 0,3/0,4% punti percentuali" grazie alla dinamica più
sostenuta delle vendite all'estero. [ID:nLDE77T08F]
 Nonostante l'anticipo del pareggio di bilancio al 2013,
inoltre, lo spread dei nostri titoli di Stato con quelli
tedeschi, sceso ieri a 290, resta ancora troppo elevato:
"Nonostante l'anticipo dell'obiettivo del pareggio di bilancio
al 2013 e la dimensione della correzione decisa dal governo, i
differenziali nei rendimenti tra i nostri titoli di Stato e
quelli tedeschi sono ancora molto elevati. I problemi di
crescita dell'economia sono percepiti come un forte limite alla
capacità di riequilibrio finanziario del Paese", ha detto Visco.
 Positivo il giudizio sull'articolo 8 del decreto sulla
contrattazione aziendale "ma è un obbiettivo da raggiungere con
il consenso delle parti sociali e l'eliminazione di tutte le
incertezze applicative".
 
 RISERVE AUREE INALIENABILI
 Nel corso del dibattito seguito all'intervento, Visco è
intervenuto anche sul tema delle riserve auree: "Non possono
essere trasferite e non possono essere cedute se non, ogni anno,
per dimensioni concordate a livello internazionale e a quel
punto ciò che frutterebbero sono sostanzialmente i guadagni in
conto capitale sulle riserve, quindi importi trascurabili", ha
ricordato Visco.
 "Infine c'è un punto cruciale. Non è vero che le riserve non
fanno parte di bilanci di banche centrali volte alla politica
monetaria. Le banche centrali hanno molte responsabilità: la
responsabilità di stabilità monetaria, ma anche la
responsabilità di stabilità finanziaria. Noi abbiamo contribuito
a ricapitalizzare la Banca centrale europea quest'anno. E' stato
fatto perché quando i mercati hanno andamenti negativi e le
banche centrali intervengono per stabilizzare, hanno delle
perdite. Le perdite devono essere compensate e noi usiamo anche
guadagni in conto capitale non realizzati sull'oro a compensare
anche perdite in conto capitale che possono intervenire", ha
detto Visco.
 
 EURO BOND NON IMPATTANO CRESCITA; ATTENZIONE A CREDITO COOP
 Visco ha ridimensionato l'utilità degli Euro Bond: "Sulla
crescita, a meno che non si parli di Euro Bond europei che
vadano a finanziare interventi di investimento europei, non
hanno impatto e di certo, per il disavanzo pubblico, non
aumentano l'avanzo primario. Queste sono due cose da tenere
presenti". [ID:nLDE77T0AC]
 Negativo anche il giudizio sulle riduzioni delle
agevolazioni per le cooperative decise dal vertice di
maggioranza di ieri: "Per la cooperazione, quanto agli effetti
della rimozione di un sistema agevolato di fiscalità per il
credito cooperativo, non posso dire altro che lo stato dei
nostri intermediari finanziari va guardato con molta
attenzione", ha detto Visco.
 "Non sono stati oggetto di quella finanziarizzazione, hanno
conti economici tesi, bisogna avere gradualità negli interventi
e attenzione a non deteriorare questi conti. Ed è vero che il
credito cooperativo ha svolto una funzione importante nel
periodo di difficoltà di questi ultimi mesi", ha aggiunto.
 - ha contribuito Stefano Bernabei