Argentina annulla scambio Brady bonds con nuovo debito

venerdì 5 agosto 2011 18:05
 

BUENOS AIRES, 5 (Reuters) - Il governo argentino ha annullato un'offerta di scambio rivolta ai possessori di obbligazioni argentine, i cosiddetti Brady bond, due settimane dopo che una corte statunitense ha dato ragione a un fondo che ancora aveva in portafoglio questi bond.

Invece dello scambio tra Brady bond e nuovo debito argentino, il fondo aveva chiesto di poter mettere le mani sui titoli di Stato americani che fanno da garanzia ai Brady bond, fin dai tempi della loro emissione.

L'operazione prevedeva invece lo scambio di una somma massima di 263 milioni di dollari e 54 milioni di euro di bond con nuovi titoli di stato argentini. Un'operazione parte del più ampio piano di ristrutturazione del debito conseguente al default del paese nel 2002 che costò agli investitori argentini e non solo circa 100 miliardi di dollari.

Tra questi 100 miliardi di dollari erano presenti anche i Brady Bond. Si tratta di titoli di stato denominati in dollari e garantiti da titoli del Tesoro americano, il cui nome proviene dal segretario al Tesoro della amministrazione Bush senior, Nicholas Brady, e che furono emessi nel 1992 per aiutare il paese sud americano a finanziare le riforme strutturali necessarie per svilupparsi economicamente.

Ma nel 2002 arrivò la crisi. Già nel 2005 il governo argentino propose una serie di swap obbligazionari che permise di raccogliere il 92% dei bond diventati carta straccia dopo il default ed emettendo nuovo debito. Poi nel dicembre scorso una nuova offerta di scambio rivolta ai possessori degli ultimi Brady bond in circolazione. Ed è proprio questa l'offerta che oggi è stata annullata, due settimane dopo che una corte statunitense ha emesso una sentenza che blocca questo scambio e dà ragione all'ostinato fondo che non ha voluto rinunciare al risarcimento completo.

Se avesse deciso di accettare allo scambio avrebbe visto riconosciuto, secondo quanto spiegato anche nella newsletter della Consob del 6 dicembre scorso, in cui si dava conto della nuova offerta, proventi in denaro derivanti dalla liquidazione dei beni a garanzia delle obbligazioni; una combinazione di nuove obbligazioni denominate in dollari statunitensi e rette dal diritto dello Stato di New York rappresentate da obbligazioni Discount, obbligazioni Global 2017 e titoli Pil, aventi le stesse caratteristiche di titoli emessi nell'ambito dell'offerta 2010.

Erano poi previste ulteriori somme di denaro (corrisposte dall'Argentina) in ragione di interessi maturati sulle obbligazioni Discount e Global 2017, al fine di consentire parità di trattamento rispetto all'offerta 2010.