28 luglio 2011 / 15:48 / tra 6 anni

SINTESI - Italia supera nuovo attacco mercati dopo schiaffo aste

MILANO, 28 luglio (Reuters) - Nuova seduta di passione per i mercati finanziari italiani - obbligazionario in testa - oggetto dell‘ennesimo attacco speculativo in una fase particolarmente vulnerabile come quella dell‘offerta a medio-lungo di fine mese.

Per collocare poco meno di otto miliardi, nella parte più elevata del corridoio di 5,5-8,5 miliardi, il Tesoro ha dovuto stamane corrispondere agli investitori disposti a sottoscrivere carta italiana un interesse di circa un punto superiore a quello di fine giugno.

Preceduto da voci di mercato su una possibile uscita di scena di Giulio Tremonti, rapidamente smentite ma da sembrare quasi ‘ad hoc’, il risultato dell‘asta è passato allo scrutinio dei mercati, che hanno dovuto scegliere se prediligerne la copertura o il balzo dei rendimenti.

Giudicando dal movimento di Piazza Affari e differenziale tra tassi decennali Italia/Germania, sodalizio ormai da qualche tempo consolidato, è prevalsa nella prima fase della seduta la seconda opzione di lettura, seguita però da un vivace recupero dai minimi.

Prima di chiudere a 320 dai 313 punti base di ieri sera, la forbice Btp/Bund IT10DE10=TWEB si è divaricata fino a 338 - massimo da dieci giorni prima di allora toccato soltanto con la Caporetto del 12 luglio, in cui il premio Italia ha brevemente superato i 350 centesimi.

In parallelo si è mosso il mercato azionario.

Partito in rosso di circa 1,5% per terminare un tranquillizzante +0,3%, l‘indice delle bluechip .FTMIB è arrivato a cedere quasi il due per cento per poi recuperare grazie alla buona intonazione di Wall Street.

Determinante naturalmente la performance dei bancari, con UniCredit (CRDI.MI) e Intesa Sanpaolo (ISP.MI) che chiudono entrambe in progresso di circa 3% dopo aver ceduto intorno a 2% in risposta ai riultati d‘asta. Monitorato con particolare attenzione da mercati finanziari dai nervi particolarmente scoperti, come hanno messo in evidenza già i Bot dell‘altroieri, il collocamento di Btp e Cct ha fatto intanto registrare il picco da oltre undici anni per il tasso del benchmark decennale, mentre quello del nuovo tre anni passa da luglio 2008 e quello del CctEu all‘ennesimo massimo della serie.

“E’ vero che il Tesoro è riuscito a collocare quasi l‘intero importo dei Btp... Quello che preoccupa è però che lo spread continui a salire così come i tassi; non ci si può permettere un simile incremento dei rendimenti tutti i mesi” osserva Alessandro Giansanti di Ing.

Tornando brevemente ai numeri, infatti, rispetto all‘ultima asta l‘aumento è pari a 112 punti base per il tasso del tre anni, salito a 4,80%, e 83 centesimi nel caso del dieci anni, che paga il 5,77%.

Eloquente anche il confronto dei rendimenti a livello assoluto, se si tiene conto che per sottoscrivere Btp a tre anni si chiede oggi un interesse di meno di un punto per cento inferiore a quello dei dieci anni.

Con una valutazione ormai più vicina al ‘periferico’ che all‘originale ‘semi-periferico’, il mercato italiano fa dunque i conti con investitori sempre più nervosi e ipersensibili, pronti a cogliere qualsiasi occasione per vendere.

Non mancano peraltro motivi a monte di una generalizzata fuga dal rischio.

Alla lunga saga della crisi greca si è infatti aggiunta l‘impasse sul debito Usa, ancora in attesa di uno snodo, ma da autentica ciliegina sulla torta ha fatto stamane la nuova ondata di speculazioni sull‘inquilino di Via XX Settembre.

In una fase tanto delicata, in cui prosegue l‘inchiesta della magistratura napoletana sull‘ex consigliere politico e braccio destro Marco Milanese, il ministro sceglie inizialmente di limitarsi a una battuta - “mi sono dimesso... da inquilino” - per poi intervenire più direttamente ma in stile per lo meno laconico.

La speculazione sui governativi italiani, assicura, “è una una questione europea... tutto va visto nel suo insieme”.

La parola torna naturalmente ai mercati.

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