28 luglio 2011 / 09:39 / tra 6 anni

PORTAFOGLI -Banche Ue, riscossa lontana, ipoteca rischio sovrano

* Stress test non sono stati market mover

* Valutazioni storicamente basse, ma volatilità eccessiva

* Margini compressi da normativa, costo e bisogno capitale

MILANO, 28 luglio (Reuters) - Riscossa ancora lontana per i bancari europei. L‘esito degli “stress test” e l‘ultimo aggiornamento sui requisiti patrimoniali per le banche non sono bastati a sgombrare il campo dall‘incertezza: nonostante valutazioni in alcuni casi a minimi storici, la maggior parte degli investitori si rifiuta di scommettere, anche selettivamente, su un settore che continua ad essere messo sotto pressione dalla crisi del debito sovrano.

E’ quanto emerge dall‘ultimo sondaggio Reuters fra 12 investitori attivi in Italia.

“Questo mese siamo rimasti in sottopeso perchè è un settore correlato alla crisi sovrana, gli stress test non sono stati market mover perchè hanno confermato quello che ci si aspettava”, ha detto Sergio Bertoncini, strategist di Amundi sgr.

Gli istituti di credito del Vecchio Continente .SX7P, legati a doppio filo ai differenziali di rendimento sovrani, sono stati il peggiore settore da inizio anno (cedendo oltre il 12%), penalizzati dai timori di default della Grecia e dall‘impasse politica Usa sull‘innalzamento del tetto del debito.

“Le valutazioni sono scese su livelli storicamente molto bassi con price to book in alcuni casi anche sotto 1, ma questo dipende dall‘atteggiamento dei mercati nei confronti della crisi sovrana”, ha aggiunto Bertoncini.

Il rischio sovrano, nonostante l‘approvazione di un secondo pacchetto di aiuti per Atene, continua infatti a tenere sulle spine gli investitori, esacerbati anche dai rischi debitori statunitensi. Le forti pressioni in vendita sui bancari sanciscono il legame sempre più stretto fra istituti di credito e governi: i titoli di stato in sofferenza penalizzano i primi e i timori sulle banche danneggiano il rischio sovrano.

“Il trend prospettico delle banche è legato al trend prospettico degli spread, i fondamentali in questa fase non sono i market mover di una volta”, osserva ancora Bertoncini.

RISCHIOSO CAVALCARE VOLATILITA’ SETTORE

Ma, per qualcuno, anche i fondamentali destano perplessità. Senza dimenticare che un altro fattore, la crescita debole dell‘area euro, rende lo scenario ulteriormente negativo per gli istituti di credito.

“Siamo negativi sul settore financial dal 2008, non sulla base di considerazioni sulla solvibilità degli istituti di credito, che pur è un tema nei paesi più fragili, ma per un problema di profittabilità del business che è sempre più compresso da vincoli normativi (Basilea III e Solvency), dal costo capitale sempre più alto e da un bisogno di capitale in crescita”, ha detto Nicola Trivelli, direttore generale di Sella Gestioni sgr.

La volatilità sul settore, secondo il manager, è destinata a restare alta, complice le incertezze relative all‘implementazione del secondo salvagente lanciato ad Atene.

“Lo scenario è ancora molto complesso e, anche se ci potranno essere momenti di recupero dalla fase di stress, in ottica asset allocation confermiamo il nostro sottopeso perchè l‘altissima volatilità dei settore non è ripagata dai rendimenti attesi”, spiega. “E’ vero che la volatilità del settore crea opportunità di trading ma bisogna saperle cogliere e comunque il rischio spesso è troppo alto”, aggiunge.

Non manca qualche voce fuori dal coro come quella di Anima sgr che tiene i nervi saldi e guarda alle prospettive più di lungo termine.

”Chi svolge attività di asset management è alla ricerca comunque di valore nelle opzioni di investimento che offre il mercato, siano esse azionarie o obbligazionarie“, nota Luca Terruzzi, gestore obbligazionario Anima sgr. L‘attività di gestione svolta da Anima sgr consiste proprio nel costruire le proprie posizioni astraendosi, laddove possibile, dalla volatilità che caratterizza momenti di incertezza come questi; avendo come obiettivo i ritorni nel lungo termine dell‘investimento”.

I risultati integrali del sondaggio di asset allocation verranno resi noti domani alle ore 15

Maria Pia Quaglia

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