Usa, il piano repubblicano sul debito al vaglio del Congresso

giovedì 28 luglio 2011 11:59
 

WASHINGTON. 28 luglio (Reuters) - Per il Congresso Usa c'è tempo fino al 2 agosto per trovare un accordo sull'innalzamento del tetto di spesa di 14.300 miliardi di dollari per evitare il default americano e le conseguenze catastrofiche che la bancarotta della prima economia al mondo potrebbe avere sui mercati finanziari.

Il presidente Barack Obama e i leader del Congresso -- repubblicani e democraitici -- non sono stati capaci di raggiungere un accordo dopo mesi di trattative. Con una mossa disperata ogni partito continua ad andare avanti per la propria strada elaborando una proposta autonoma che potrebbe non concretizzarsi fino all'ultimissimo momento.

Una approvazione del piano proposto dal presidente della Camera dei Rappresentati John Boehner metterebbe fine all'inerzia legislativa che ha caratterizzato la vita politica americana delle ultime settimane rispetto alla crisi del debito. Il presidente Barack Obama ha detto che userà il suo potere di veto sul disegno di legge e la maggioranza dei democratici del Senato ha promesso di votare contro. Ma un voto d'assenso per il piano darebbe al disegno di legge legittimità e sarebbe una mossa cruciale nella partita politica che si giocherà fino al 2 agosto. Un voto negativo potrebbe invece fare peggiorare la situazione di crisi, lasciando spazio d'azione poltica ai democratici che continuerebbero così a far avanzare la propria proposta, ma non fornirebbe una soluzione per sconfiggere l'opposizione radicale degli iperconservatori dei Tea Party alla Camera dei Rappresentanti.

Domenica il tempo per dibattere sul piano democratico sarà potenzialmente finito e il senato potrebbe votare per farlo passare. A quel punto, durante i giorni che restano fino al 2 agosto Obama e i leader del Congresso dovranno trovare una via di compromesso tra i disegni di legge votati alla Camera e al Senato. Ognuna delle camere dovrà poi votare la versione finale e rispedirla immediatamente al Presidente perché la firmi e la promulghi.

Se questo articolato processo legislativo ormai giunto agli sgoccioli non dovesse produrre gli esisti sperati, Obama dovrà decidere se usare il potere esecutivo per continuare ad emettere debito pubblico e far fronte a importanti sfide legislative.