21 luglio 2011 / 12:53 / tra 6 anni

PUNTO 2 - P4, Fini dopo polemiche Pdl: voto segreto su Papa è ok

(cambia titolo, aggiorna con Fini)

ROMA, 21 luglio (Reuters) - Il voto segreto con cui la Camera ieri ha autorizzato la custodia cautelare in carcere per il deputato del Pdl Alfonso Papa è stato “regolare e valido”.

Così il presidente di Montecitorio, Gianfranco Fini, ha cercato di chiudere la polemica innescata oggi dal partito di Silvio Berlusconi che ipotizzativa la violazione della segretezza dello scrutinio.

“Il voto di ieri si è svolto in modo assolutamente regolare. Lo stesso (capogruppo del Pdl Fabrizio) Cicchitto è consapevole che il voto ha una sua oggettiva regolarità”, ha detto Fini alla cerimonia del ventaglio a Montecitorio.

In precedenza Cicchitto, Massimo Corsaro, vicepresidente vicario del gruppo, e Simone Baldelli vicepresidente avevano chiesto a Fini “di valutare attentamente se le modalità con le quali si è proceduto al voto abbiano rispettato i principi contenuti nell‘articolo 67 della nostra Costituzione e il disposto degli articoli 49 e 51 del nostro regolamento”, come si legge in una dichiarazione.

Il caso nasce ieri dopo che i deputati del Pd, su indicazione del loro capogruppo Dario Franceschini, hanno di fatto esplicitato il proprio voto mettendo le dita nel dispositivo in una posizione che rendeva impossibile esprimersi contro l‘arresto dell‘onorevole del Pdl, mentre i giornali hanno raccontato che anche il ministro leghista Roberto Maroni, il capogruppo del Carroccio Marco Raguzzoni ed altri esponenti leghisti avrebbero adottato lo stesso espediente.

Secondo il Pdl, il Pd avrebbe “aggirato” la segretezza del voto.

Ma Fini la vede diversamente. “Ogni deputato ha certo il diritto di vedere tutelata la segretezza del proprio voto, ma ha al tempo stesso la piena facoltà di far conoscere come ha votato”.

“Valuteremo comunque se l‘attuale sistema tuteli pienamente la segretezza del voto”, ha aggiunto.

Per Papa, deputato del Pdl, è stato chiesto l‘arresto nell‘ambito dell‘inchiesta napoletana sulla cosiddetta P4 con le accuse di aver acquisito informazioni riservate su procedimenti penali in corso, come quelli relativi all‘ex dg Rai Mauro Masi e al coordinatore del Pdl Denis Verdini per aiutare queste ed altre persone a sottrarsi alle indagini in cambio di favori o regalie.

L‘indagine P4 punta a far luce su una presunta associazione a delinquere che avrebbe interferito nelle attività di organi costituzionali, sospettata di aver acquisito informazioni riservate su procedimenti penali in corso per proteggere amici inquisiti ed eludere le indagini.

Anche per Franceschini “il tema della segretezza del voto di ieri non esiste. Il singolo deputato può dichiarare il proprio voto, e il sistema garantisce la segretezza del suo voto. Chi vuole votare palesemente malgrado lo scrutinio segreto per non essere accusato all‘esterno, può farlo, come noi abbiamo fatto ieri, senza che la legittimità della votazione risulti compromessa”.

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