P4, Fini verifichi se voto su Papa ha rispettato segretezza -Pdl

giovedì 21 luglio 2011 13:33
 

ROMA, 21 luglio (Reuters) - Il Pdl chiede al presidente della Camera, Gianfranco Fini, di verificare se le modalità con le quali si è svolto ieri lo scrutinio che ha autorizzato l'arresto di Alfonso Papa sia avvenuto nel rispetto dei principi che regolano la segretezza del voto.

Lo si legge in una dichiarazione congiunta di Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, Massimo Corsaro, vicepresidente vicario del gruppo, e Simone Baldelli vicepresidente.

"Chiediamo alla presidenza della Camera di valutare attentamente se le modalità con le quali si è proceduto al voto abbiano rispettato i principi contenuti nell'articolo 67 della nostra Costituzione e il disposto degli articoli 49 e 51 del nostro regolamento", si legge nella dichiarazione.

La dichiarazione è stata stilata a seguito delle dichiarazioni del capogruppo del Pd, Dario Franceschini, secondo il quale i deputati del suo partito hanno di fatto esplicitato il proprio voto mettendo le dita nel dispositivo in una posizione che rendeva impossibile esprimersi contro l'arresto dell'onorevole del Pdl, mentre i giornali hanno raccontato che anche il ministro leghista Roberto Maroni, il capogruppo del Carroccio Marco Raguzzoni ed altri esponenti leghisti avrebbero adottato lo stesso espediente.

Secondo il Pdl, il Pd avrebbe "aggirato" la segretezza del voto.

"E' evidente che l'attuale sistema con procedimento elettronico non è in grado di tutelare di fatto la segretezza del voto dei parlamentari e, di conseguenza, a tal fine è opportuno utilizzare un altro sistema", conclude la nota.

Per Papa, deputato del Pdl, è stato chiesto l'arresto nell'ambito dell'inchiesta napoletana sulla cosiddetta P4 con le accuse di aver acquisito informazioni riservate su procedimenti penali in corso, come quelli relativi all'ex dg Rai Mauro Masi e al coordinatore del Pdl Denis Verdini per aiutare queste ed altre persone a sottrarsi alle indagini in cambio di favori o regalie.

L'indagine P4 punta a far luce su una presunta associazione a delinquere che avrebbe interferito nelle attività di organi costituzionali, sospettata di aver acquisito informazioni riservate su procedimenti penali in corso per proteggere amici inquisiti ed eludere le indagini.