20 luglio 2011 / 15:43 / 6 anni fa

SINTESI-Monito Ue, danni per economia se summit Grecia fallisce

di Luke Baker e Philipp Halstrick

BRUXELLES/FRANCOFORTE, 20 luglio (Reuters) - I leader della zona euro, che si riuniranno domani in un summit a Bruxelles, devono trovare una soluzione convincente alla crisi debitoria della Grecia o l‘intera economia globale ne subirà le conseguenze. E’ quanto affermato oggi dal presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso.

“Non dobbiamo farci illusioni: la situazione è molto grave. Serve una risposta, altrimenti ci saranno conseguenze negative in tutti gli angoli dell‘Europa, e oltre” ha detto Barroso nel corso di una conferenza stampa.

Il presidente della Commissione europea ha precisato che la soluzione deve includere misure che garantiscano la sostenibilità delle finanze pubbliche greche, il coinvolgimento del settore privato nel salvataggio di Atene, un uso più flessibile del fondo di salvataggio europeo Efsf, la messa in sicurezza del sistema bancario europeo e la disponibilità di liquidità per dare sostegno all‘economia.

In quella che è sembrata una critica velata al Cancelliere tedesco Angela Merkel, che martedì aveva detto di non aspettarsi soluzioni spettacolari dal summit, Barroso ha sottolineato come per i leader della zona euro sia arrivato il momento di dire “quello che possono e vogliono fare, e non quello che non sono in grado o non hanno la volontà di fare”.

GERMANIA RESTA FREDDA

Secondo quanto riferito da un alto funzionario della zona euro, si sta valutando la possibilità che il fondo europeo di salvataggio, Efsf, possa estendere le linee credito ai paesi in difficoltà e acquistare bond sul mercato secondario.

Questa possibilità ha dato spinta per un rialzo dell‘euro e ha sostenuto i titoli di Stato dei paesi periferici oggi.

“Entrambe le ipotesi sono sul tavolo e a mio parere devono restare fermamente sul tavolo, ma la Germania non è ancora d‘accordo” ha detto il funzionario, che è ha conoscenza dei colloqui, a Reuters.

Le ipotesi erano già state discusse all‘inizio di quest‘anno quando la Commissione europea aveva spinto per rendere l‘Efsf più flessibile per meglio rispondere alla crisi dei debiti sovrani.

Ma anche in quel caso trovarono l‘opposizione della Germania, che al momento non ha dato segno di aver cambiato idea. Del resto, entrambe le ipotesi richiederebbero una modifica del regolamento dell‘Efsf, che dovrebbero passare la ratifica dei parlamenti nazionali.

E sarebbero anche in contrasto con il trattato che ha sancito la nascita, dal 2013, di un meccanismo permanente di salvataggio, l‘Esm, cui queste possibilità sono precluse.

LA PROPOSTA DELLE BANCHE

Per quanto riguarda il ruolo del settore privato nel secondo pacchetto di salvataggio delle Grecia, fonti bancarie hanno spiegato che l‘Institute of International Finance è pronto a presentare una complessa proposta al summit dei leader dalla zona euro.

La proposta non prevede alcuna imposta sul settore privato, ipotesi che i funzionari della zona euro hanno preso in considerazione negli scorsi giorni e contro cui l‘Iif ha espresso netta opposizione, ma un ventaglio di opzioni, tra cui il rollover del debito, l‘estensione delle scadenze e altre misure, in grado di garantire 40 miliardi di euro in tre anni. I dettagli tuttavia devono essere ancora definiti.

BILATERALE FRANCIA-GERMANIA

Il Cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicholas Sarkozy s‘incontreranno stasera in un colloquio a due, in preparazione del summit della zona euro di domani.

“Siamo molto fiduciosi che ci sarà una soluzione positiva e sensata” ha dichiarato il portavoce della Merkel Steffen Seibert, aggiungendo che per la Germania resta prioritario il coinvolgimento del settore privato nel nuovo bailout.

Il ministro degli Esteri francese Alain Juppe si è detto convinto che verrà raggiunto un accordo e ha sottolineato come, a differenza di quanto scrive la stampa, ci sia un‘ampia “convergenza di vedute”.

D‘altra parte, Parigi ha espresso una certa frustrazione nei confronti della resistenza tedesca all‘ipotesi di emissioni obbligazionarie congiunte per la zona euro. La portavoce del governo francese Valerie Pecresse, dopo un consiglio dei ministri, ha sottolineato come il principale ostacolo a questa soluzione siano proprio le “riserve della Germania”.

BCE RIBADISCE CONTRARIETA’ A DEFAULT

La Bce intanto è tornata a ribadire la contrarietà a qualsiasi ipotesi di default, per bocca del membro del consiglio esecutivo dell‘istituto di Francoforte Jurgen Stark.

In un‘intervista al giornale Boersen Zeitung, che verrà pubblicata domani, Stark ha ricordato come un mese fa i leader dalla zona euro si siano impegnati a trovare una soluzione che non comprenda il default selettivo di Atene.

tradotto da Elvira Pollina

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