Costi politica, stretta pensioni anche per politici - Calderoli

mercoledì 20 luglio 2011 12:12
 

ROMA, 20 luglio (Reuters) - Il prelievo straordinario sulle pensioni superiori a 90.000 euro previsto in manovra si applica "agli organi costituzionali" e quindi anche a deputati e senatori.

Lo sostiene il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, commentando la lettera che il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha inviato ieri sera ai capigruppo di maggioranza nella quale sollecita l'estensione del contributo straordinario anche ai vitalizi dei politici.

"Come giustamente affermato ieri dal ministro Tremonti il contributo in oggetto è di natura fiscale e del resto non avrebbe potuto essere diversamente perché altrimenti sarebbe risultato incostituzionale", dice Calderoli, che ritiene di poter fornire "un'interpretazione autentica" della norma in quanto suo ispiratore.

"La natura fiscale fa sì il suddetto prelievo vada applicato obbligatoriamente anche agli organi costituzionali e quindi anche a deputati e senatori e ai dipendenti dei suddetti organi".

"Sono quindi lieto che i presidenti di Camera e Senato abbiano manifestato la volontà di recepire la norma anche a livello di Camera e Senato ma del resto non avrebbe potuto essere altrimenti, perché è quello che prevede la legge", conclude il ministro della Lega.

La manovra prevede che dal primo agosto 2011 e fino al 31 dicembre 2014 le pensioni superiori a 90.000 euro lordi annui siano soggette a un "contributo di perequazione". Il prelievo è pari al 5% per la quota compresa tra 90.000 e 150.000 euro, al 10% per la parte superiore a 150.000 euro.

Nella lettera ai capigruppo Tremonti dice di non avere alcun dubbio sul fatto che il taglio delle pensioni più alte sia valido anche per i parlamentari.

"A prescindere dal merito di tali misure la disciplina sul contributo di perequazione potrebbe essere ritenuta immediatamente applicabile ai vitalizi dei parlamentari", dice il ministro sulla base di due argomentazioni.

"Uno, seguendo un'interpretazione letterale e segnatamente in riferimento della norma ai 'trattamenti pensionistici corrisposti da enti gestori di forme di previdenza obbligatorie'. Infatti gli assegni vitalizi corrisposti ai parlamentari sono qualificabili come trattamenti previdenziali obbligatori, se pur con le particolarità di gestione connesse all'autonomia degli organi di competenza (come previsto da una sentenza della Corte Costituzionale). Due, sulla base di un'interpretazione teleologica che tenga conto del contesto e delle finalità per le quali la norma è stata dettata, nonché della relazione illustrativa dell'emendamento approvata dal Senato", aggiunge il ministro dell'Economia.