Crisi, con il Pd liberalizzazioni e politica industriale-Bersani

martedì 19 luglio 2011 16:14
 

ROMA, 19 luglio (Reuters) - Il Pd, se arriverà al governo, garantisce saldi invariati della manovra ma profonde correzioni per introdurre liberalizzazioni e una politica industriale, cosa che l'attuale governo non ha fatto.

Lo ha detto il segretario Pier Luigi Bersani alla direzione di oggi del suo partito, secondo la "scaletta" diffusa dall'ufficio stampa.

"E' chiaro a tutti che con una crescita bassa non si capisce come si potrà ripagare il debito. Per di più, dopo aver visto per tre anni questo governo il mondo ha capito che non siamo credibili. La verità è che in questi tre anni non c'è stata una politica economica, né una politica industriale", ha detto Bersani parlando della situazione italiana, dopo avere analizzato quella internazionale.

Ma la critica non si ferma qui e colpisce anche la linea del ministro del Tesoro Giulio Tremonti: "Quella del tenere i conti in ordine in questa condizione è stata una leggenda. Abbiamo tagliato la spesa per la scuola e abbiamo speso di più negli sperperi. Altro che riduzione della spesa pubblica. Nessuna vera riforma".

Poi la ricetta del Pd per uscire dalla crisi: "Se tocca a noi garantiamo che i saldi restiNO invariati, ma che correggeremo il senso della manovra. Anzi, noi in base alle proposte che abbiamo già elaborato siamo in grado di dare anche un altro contributo di qualità e di efficienza su quattro punti decisivi: 1) il risparmio nella Pubblica amministrazione; in questo capitolo ci sono i costi della politica; dobbiamo fare anche in fretta, perché solo se intervieni sulle tue cose, come per esempio i vitalizi che noi vogliano riportare nell'alveo della previdenza che riguarda tutti gli altri cittadini iscritti all'Inps, sugli stipendi dei parlamentari da riportare nella media europea, sull'incompatibilità tra i diversi incarichi, sulle province, sui comuni, sulle società comunali, solo così puoi parlare e intervenire sui privilegi degli altri; 2) il fisco: dobbiamo riequilibrare il carico fiscale, chi ha di più deve dare di più; 3) le liberalizzazioni; 4) la politica industriale".

Infine Bersani ha rilanciato la sua proposta: elezioni subito o un governo nuovo per fare in pochi mesi la riforma elettorale ed il governo dell'economia.

"Ma si può fare tutto questo con il quadro politico attuale? No. La strada maestra è quella del voto. Se poi, dopo le dimissioni del governo, ci fossero le condizioni per la formazione di un governo di breve transizione per fare la riforma della legge elettorale, noi potremmo essere disponibili. Ma questo passaggio presuppone tempi stretti e che non restino al loro posto coloro che ci hanno portato fin qui", ha detto il segretario del Pd.