PUNTO 1-Manovra,subito altre misure,rischio aumento tasse-Draghi

mercoledì 13 luglio 2011 14:47
 

 *Mercati vogliono sapere altre misure per pareggio 2014
 *Rischio che senza altri tagli manovra aumenti imposte
 *Banche italiane solide, sanno reagire a crisi
   
 (aggiunge dettagli)
 di Stefano Bernabei e Alberto Sisto
 ROMA, 13 luglio (Reuters) - Le tensioni degli ultimi giorni
su titoli di Stato e azioni italiane sono legate all'incertezza
sulle prospettive di finanza pubblica e occorre quindi che ai
mercati si dica subito quali sono le altre misure che servono,
assieme al decreto manovra, per correggere i conti con
l'obiettivo di pareggiare il bilancio nel 2014.
 Il governatore di Bankitalia Mario Draghi, parlando
all'assemblea dell'Abi, apprezza l'accelerazione sulla manovra
ma chiede al governo di andare oltre, sia per definire meglio i
contenuti per il pareggio di bilancio per cui serve una
correzione da 40 miliardi di euro sia per capire se alla fine
l'intervento avrà prodotto un non auspicabile aumento della
pressione fiscale.
 La priorità, dice infatti il governatore, è tenere i conti
in ordine ma anche aumentare il livello di crescita del Paese.
 "Alle tensioni degli ultimi giorni che hanno interessato i
titoli di Stato e i corsi azionari italiani ha contribuito
l'incertezza sulle prospettive della finanza pubblica. La
manovra presentata dal Governo rappresenta un passo importante
nel processo di risanamento dei conti pubblici", ha detto Draghi
nel suo intervento. 
 Draghi avverte però che c'è il rischio che senza ulteriori
azioni di taglio di spesa, usare la delega fiscale e
assistenziale per la correzione dei conti può portare a
distorcere l'impianto della correzione e a un aumento delle
imposte per completare la manovra.
 "Avendo anticipato le usuali scadenze, occorre
definire in tempi rapidissimi il contenuto delle misure
ulteriori volte a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014. A
questo soprattutto guardano oggi i mercati", ha detto Draghi.
 "Esistono rischi che questi provvedimenti distorcano
l'impianto della correzione, opportunamente basato
sostanzialmente su tagli delle uscite. Se non si incide anche su
altri voci di spesa, il ricorso alla delega fiscale e
assistenziale per completare la manovra nel 2013-2014 non potrà
però evitare un aumento delle imposte", ha ammonito il
governatore di Bankitalia.
 Come già suggerito anche per altri Paesi Ue, anche per
l'Italia serve poi una azione che rilanci la crescita economica.
 "L'Italia deve anche accompagnare la correzione di bilancio
con misure per alzare il potenziale di crescita", ha detto
Draghi, auspicando "la messa in campo tempestiva di politiche
strutturali incisive e credibili, con comportamenti coerenti di
tutti i protagonisti della vita politica e produttiva".
 Del resto l'economia italiana dà segni incoraggianti ma il
suo passo resta, nel medio periodo più lento degli altri partner
europei. 
 Il Pil nel secondo trimestre sarebbe cresciuto a un tasso in
linea con la media Ue, ha detto Draghi "dopo sei mesi di
variazioni appena positive".
 Ma nel medio termine "il ritmo di crescita dell'economia
italiana continuerebbe a collocarsi su livelli inferiori a
quelli dei nostri principali partner europei".
 Il Bollettino Economico della Banca d'Italia, che sarà
diffuso venerdì prossimo, presenterà le valutazioni dettagliate
di Bankitalia per il biennio 2011-2012.
 
 BANCHE ITALIANE SOLIDE, SUPERATI STRESS TEST
 Alle banche italiane Draghi riconosce il merito di aver
saputo reggere alla crisi e oggi di sostenere l'economia avendo
rafforzato, a dispetto degli scettici, i loro patrimoni.
 "Siamo sulla buona strada", dice misurando la distanza,
ancora 20 miliardi (ma erano 40 nel giugno 2010) che separa il
sistema da una piena aderenza ai nuovi obblighi che dal 2019
prevederà Basilea 3.
 Aver rafforzato già ora i patrimoni è però servito anche
all'economia, è bene che il governo lo ricordi, sembra dire il
governatore che parla mentre in sala è seduto il ministro
dell'Economia Giulio Tremonti, ora che la manovra ha imposto un
aggravio fiscale con l'aumento dell'Irap a un settore già
gravato dal fisco.
 "Nel tempo, la crescita progressiva del patrimonio delle
banche è condizione per assicurare lo sviluppo del credito
garantendo la sana e prudente gestione del sistema. È molto
importante che il regime fiscale a cui sono sottoposti gli
intermediari non ne scoraggi la patrimonializzazione", ha detto
il governatore.
 "Le banche italiane hanno dimostrato e continuano a
dimostrare capacità di resistenza e di reazione in tempi gravi".
 Ora, dice Draghi, gli impieghi all'economia stanno di nuiovo
accelerando e il flusso di sofferenze, anche se tuttora ingente
soprattutto per le imprese, comincia a mostrare segni di
rallentamento.
 "Abbiamo insistito perché le banche realizzassero
tempestivamente aumenti di capitale. Non solo per la necessità
di adeguarsi progressivamente ai nuovi standard internazionali,
ma perché la situazione di oggi lo richiede. La risposta è stata
forte e ha dato torto agli scettici".
 Draghi fotografa la situazione dei primi cinque istituti.
 "Il core tier 1 ratio dei cinque maggiori gruppi era pari,
in media, al 7,4 per cento a fine 2010; a marzo era salito al
7,8; si può stimare che sia cresciuto ancora fino a circa l'8,6
per cento, grazie alle operazioni che si sono chiuse
successivamente", ha detto il governatore che ha ribadito che
per gli stress test che verranno pubblicati venerdì, "siamo
certi che saranno ampiamente al di sopra del limite di
riferimento, pari al 5 per cento del core tier 1 ratio".